Abete, risposta indiretta a Conte: “La giustizia non è a proprio uso e consumo”

Pubblicato il 24 agosto 2012 14:53 | Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2012 14:53
Giancarlo Abete

Giancarlo Abete (LaPresse)

ROMA –  “La giustizia non è a proprio uso”. Nemmeno quella sportiva. Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, lo ha ribadito  durante la cerimonia di apertura della stagione dei campionati di serie A e B. Una risposta indiretta, quella di Abete, ad Antonio Conte, il tecnico della Juventus squalificato per 10 mesi per omessa denuncia nella vicenda di calcio scommesse.

Gianni Petrucci, presidente del Coni, aveva detto il 23 agosto: “Sembra che l’unico colpevole di questo calcio scommesse sia Palazzi e non chi ha commesso illeciti”. Abete, che condivide le dichiarazioni di Petrucci, ha detto: “Quando si è protagonisti in negativo ognuno riscopre la giustizia a proprio uso e consumo. Le parole pronunciate ieri dal presidente Petrucci sono altamente condivisibili. Tutto si può migliorare, ma bisogna conoscere i fondamentali delle regole. Se non si conosce quello di cui si parla, si corre il rischio di dire cose che non stanno né in cielo né in terra”.

Abete ha poi precisato: “Forse dovremmo aspettare ancora che venga emessa la sentenza di rito abbreviato di secondo grado del processo di Napoli? Se la giustizia sportiva dovesse rimanere a valle, dal 2006 a oggi saremmo ancora fermi nella situazione in cui eravamo, sarebbe stata una situazione kafkiana. La giustizia sportiva non è quella del calcio, ma del Coni, e sancisce che i giudici operano in indipendenza, autonomia, terzietà e riservatezza e vanno rispettati”.

Pur non facendo i nomi di Conte o di Andrea Agnelli, il presidente della Figc ha poi concluso: “Tutti possono criticare le decisioni purché riconoscano le funzioni della giustizia in quanto tale e la sua autonomia nei confronti dei soggetti politici. Assistiamo a tentativi di alimentare tensioni che non accettiamo”.