Abete: “Sugli stranieri non si torna indietro”, 21 squadre non iscritte ai campionati

Pubblicato il 17 luglio 2010 8:26 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2010 11:43

Giancarlo Abete

Sugli extracomunitari non si torna indietro. Il boicottaggio dei rappresentanti delle leghe di serie A e B, che hanno disertato il Consiglio federale, non ha fato fare marcia indietro ai vertici di Via Allegri.

Il presidente della Figc, Giancarlo Abete, infatti, tira dritto per la sua strada e conferma la norma che riduce da 2 a 1 il numero degli stranieri tesserabili. Non si ricuce quindi la spaccatura con i club italiani che puntano decisi ad un ruolo di maggior peso nelle stanze del potere della federazione.

Un ruolo che però, secondo Abete, difficilmente potrà essere ricoperto in tempi brevi, vista la scissione con la Serie B. ”In Italia c’è una situazione particolare, unica in Europa, perche’ dal primo luglio ci sono tre leghe professionistiche. E’ chiaro – ha sottolineato il presidente federale – che più ci si divide, invece di unirsi, e più diminuiscono le logiche e le percentuali di rappresentanza”.

Lontani, insomma, i tempi pre-Calciopoli in cui la Lega aveva diritto di veto sulle decisioni del Consiglio federale. ”E’ ovvio però che una componente come la Lega di Serie A – ha aggiunto Abete – non si dimensiona col numero dei rappresentanti, ma con la leadership e con la qualità delle proposte di politica sportiva, visto che rappresenta i grandi club del calcio italiano”.

Abete ha poi ribadito ”il rammarico per l’assenza dei rappresentanti della Serie A poiché rivestono un ruolo di attore primario del sistema calcio. L’auspicio è che riprendano al più presto, fin dalla prossima occasione, a partecipare ai lavori del Consiglio federale”. Lavori che, escluso il muro contro muro relativo agli extracomunitari, hanno portato in discussione anche le tematiche legate alla Legge 91 e al decreto Melandri. ”Le due leggi dello Stato, strategiche e su cui la Lega di Serie A ha posto l’attenzione nell’assemblea – le parole di Abete – necessitano di un aggiornamento e cambiamento”.

Per questo la Lega di A ha chiesto un ”urgente” incontro col Governo. Governo che ha aperto le porte di Palazzo Chigi al presidente Maurizio Beretta, in occasione dell’iniziativa legata alle celebrazioni dei 150 anni dell’unità d’Italia legate alla Coppa Italia. Un primo passo che però non spaventa Abete: ”Non credo sia un problema se si frequentano questi luoghi. Le sedi per affrontare le modifiche delle due leggi dello stato sono però quelle sportive, e quindi nello specifico senza dubbio il Coni. Ovvio poi che Parlamento e Governo sono dei soggetti istituzionali di primo livello ed e’ giusto che in tali sedi ci siano dinamiche di ascolto, sollecitazione e confronto”.

In mezzo al braccio di ferro tra Figc e Lega di Serie A, però, si consuma un vero e proprio ”tributo di sangue” sul fronte delle iscrizioni ai campionati. ”Ventuno squadre (l’Ancona in Serie B e 20 in Lega Pro) sono uscite dal sistema – l’amara ammissione di Mario Macalli – Previsioni? Il prossimo anno sarà anche peggio. E’ una situazione inaccettabile, per questo il Consiglio federale mi ha concesso la delega da subito per la riforma dei campionati. Non ci metterò molto a presentare delle proposte”.

Che però non salveranno club come Arezzo, Marcianise, Rimini, Mantova, Gallipoli, Perugia (in 1/a Divisione), e Manfredonia, Olbia, Cassino, Pro Vasto, Alghero, Itala San Marco, Monopoli, Pescina, Scafatese (in 2/a Divisione), già fuori dai giochi. Le uniche a poter sperare in una iscrizione in extremis, attraverso l’iter dei ricorsi (prima Alta corte di giustizia del Coni, poi Tar e Consiglio di Stato, ndr) sono infatti l’Ancona in serie B, il Figline in 1/a divisione e Potenza, Legnano, Pro Vercelli e Sangiustese in seconda.(ANSA).