Adebayor: “Niente donazioni per il coronavirus. I soldi sono miei e ci faccio quello che voglio”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Aprile 2020 15:33 | Ultimo aggiornamento: 23 Aprile 2020 15:33
Adebayor: "Niente donazioni per il coronavirus. I soldi sono miei e ci faccio quello che voglio”

Adebayor: “Niente donazioni per il coronavirus. I soldi sono miei e ci faccio quello che voglio” (foto Ansa)

ROMA – Mentre i calciatori di tutto il mondo stanno scendendo in campo contro il coronavirus con delle donazioni, ce n’è uno che ha deciso di distinguersi dalla massa in maniera quantomeno singolare.

Si tratta di Sheyi Emmanuel Adebayor, ex calciatore di Real Madrid, Arsenal e Manchester City.

Le dichiarazioni dell’attaccante del Togo sono riportate da gazzetta.it.

“Per quelli che dicono che non faccio una donazione: è vero non ne faccio.

Molto semplice.

Faccio quello che voglio fare, mangio quello che voglio mangiare e questa è la cosa più importante.

Ci saranno persone che mi criticheranno perché non ho creato una fondazione a Lomé.

Ma sembra che sono stato io a portare il virus a Lomé.

È una situazione molto sfortunata, ma è così ed è il Paese che è così.

Se volete potete confrontarmi con Didier Drogba o con Samuel Eto’o, ma sfortunatamente non sono Didier Drogba o Samuel Eto’o.

Sono Emmanuel Sheyi Adebayor e farò sempre quello che voglio“.

Quando il pullman del Togo di Adebayor  venne attaccato mentre attraversava il confine angolano.

L’8 gennaio 2010 il pullman togolese che attraversava il confine angolano per disputare la Coppa delle Nazioni Africane 2010, ha subito un attacco con un bilancio finale di tre morti e numerosi feriti.

Adebayor è rimasto illeso dichiarando di essere rimasto sotto shock dopo questo evento.

A seguito di ciò, il 12 aprile 2010, a 26 anni, comunica attraverso il sito ufficiale del Manchester City di lasciare la nazionale.

Nel novembre del 2011, tuttavia, torna sulla sua decisione dopo aver ricevuto rassicurazioni dalla federazione togolese in tema di sicurezza. (fonti gazzetta.it e Wikipedia).