Adebayor su Facebook: “Tutta la verità sulla mia famiglia” FOTO

di redazione Blitz
Pubblicato il 6 Maggio 2015 19:32 | Ultimo aggiornamento: 6 Maggio 2015 19:32

LONDRA, INGHILTERRA – L’attaccante del Tottenham Adebayor sceglie di rivelare i retroscena dei problemi con i parenti con un lungo post sul social network Facebook: “Spero che gli altri possano imparare dalla mia vicenda”. Ne parla La Gazzetta dello Sport nella sua edizione online.

Tutta la verità di Adebayor. In un libro autobiografico? No. In un’intervista esclusiva? Nemmeno. E allora dove? Beh, in tempi di social, l’attaccante togolese ha scelto di raccontare tutto su Facebook. Tutto sulla sua famiglia e sulle vicende personali che lo hanno spesso tenuto lontano dai campi di allenamento e di gioco, finendo per riempire le pagine dei tabloid inglesi: dalle accuse di “stregoneria” alla madre fino ai presunti viaggi “anti-malocchio” in Africa. Così, in un lungo post sulla sua pagina personale di Facebook (che vanta oltre 870mila “like”), l’attaccante 31enne del Tottenham ha provato a fare chiarezza.

In questa stagione, Adebayor ha messo insieme 17 presenze e 2 gol tra campionato e coppe, passando più tempo a ottenere permessi “per motivi personali” dal Tottenham che a giocare. In mezzo, sempre i guai e le liti con la famiglia, con accuse lanciate e ricevute da madre e fratelli. Nel post su Facebook, l’ex Arsenal, City e Real spiega: “Per molto tempo ho tenuto per me queste storie ma oggi penso valga la pena di condividerle con voi. È vero che le questioni di famiglia dovrebbero risolversi in famiglia, e non in pubblico, ma lo faccio perché spero che tutte le famiglie possano imparare da cosa è successo nella mia”. E prosegue raccontando degli “schiaffi” ricevuti dai parenti nonostante si fosse dato da fare in tutti i modi per aiutarli e non fare mai mancare loro nulla. “Nel 2005 organizzai un incontro per risolvere le nostre questioni di famiglia. Quando ho chiesto ai miei parenti la loro opinione, mi hanno detto che avrei dovuto far costruire una casa per ciascuno e dare loro uno stipendio mensile. Io sono ancora vivo e loro si sono già spartiti le mie proprietà, nel caso dovessi morire. Non scrivo queste cose per denunciare il comportamento dei miei parenti – scrive Adebayor -. Lo faccio solo perché voglio che altre famiglie africane possano imparare da questa storia. Grazie”.