Agnelli super snob: “Atalanta dei poveri deve stare in Champions League?”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 Marzo 2020 9:16 | Ultimo aggiornamento: 6 Marzo 2020 11:29
Agnelli super snob: "Atalanta dei poveri deve stare in Champions League?"

Andrea Agnelli (Ansa)

ROMA – L’Atalanta, senza storia e senza soldi, grazie a una bella partita è entrata diretta in Champions League, la Roma che in questi anni ha alzato il ranking italiano solo per una brutta stagione è fuori, vi pare giusto? Deve essersi espresso male il presidente della Juventus Andrea Agnelli. Oppure ne abbiamo sottostimato un certo viscerale snobismo, alla fine quasi una caricatura di se stesso.

Proviamo a seguire di nuovo il filo del ragionamento. “Ho grande rispetto per quello che sta facendo l’Atalanta, ma senza storia internazionale e con una grande prestazione sportiva ha avuto accesso diretto alla Champions. Giusto o meno, penso poi alla Roma, che ha contribuito negli ultimi anni a mantenere il ranking dell’Italia, ha avuto una brutta stagione ed è fuori. Con tutte le conseguenze del caso a livello economico. Bisogna proteggere gli investimenti”.

Quindi non il risultato del campo, non il merito sportivo devono contare. Ma soldi e blasone. Roba da aristocrazia minacciata dai peones. Che poi questa visione elitaria del calcio, che si immagina immobile e chiuso a contaminazioni dal basso, non è nuova. Ve lo ricordate il Lotito intercettato mentre malediva l’ascesa del Frosinone in serie A? 

Va capito il presidente della Juventus. Stava parlando al summit organizzato dal Financial Times, “Business of football”. Dove gli autonominati custodi della purezza pallonara immaginano un sistema fisso di partecipazione per le grandi squadre. Una specie di campionato europeo per club dove ci sono solo grandi partite perché i top team giocheranno sempre per diritto divino o privilegio di nascita. 

“Quello che stiamo facendo è analizzare le dinamiche e capire cosa vorranno i consumatori nei prossimi 10/15 anni”, si difende Agnelli che, noblesse oblige, ha chiamato il presidente dell’Atalanta Percassi per scusarsi se è stato frainteso. Non stava mica dicendo che è uno scandalo che quei poveracci dell’Atalanta siano stati fatti entrare nel salotto buono… (fonte La Repubblica)