Agnelli: “Report? Juve non c’entra con i bagarini. Scudetti? Nel nostro stadio esponiamo ciò che vogliamo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 ottobre 2018 20:32 | Ultimo aggiornamento: 25 ottobre 2018 20:33
Agnelli: "Report? Juve non c'entra con i bagarini. Scudetti? Nel nostro stadio esponiamo ciò che vogliamo"

Agnelli: “Report? Juve non c’entra con i bagarini. Scudetti? Nel nostro stadio esponiamo ciò che vogliamo” (Ansa)

TORINO – La Juventus passa al contrattacco. “Non possiamo accettare che qualcuno pensi di associarci a fenomeni di bagarinaggio. La nostra società è stata sanzionata solo per avere venduto biglietti in numero superiore a quello consentito dalla legge Pisanu. E oggi nella vendita dei biglietti rispetta le regole alla lettera”, sbotta Andrea Agnelli. Il tema spinoso dei rapporti tra calcio e ultrà è il preludio dell’assemblea degli azionisti, chiamata ad approvare il bilancio e la composizione del nuovo cda a 9 consiglieri.

Tre giorni dopo la trasmissione di ‘Report’ il presidente della Juventus apre la riunione affrontando di petto il tema, sul quale poi ritornerà nella conferenza stampa. “Si prova a far spettacolo spacciando per nuova un’intercettazione che è già agli atti”, accusa parlando del colloquio telefonico tra il security manager bianconero e uno dei capi degli ultrà juventini, Raffaello Bucci, poi morto suicida. Per la Juventus, l’inchiesta su rapporti con gli ultrà e sul bagarinaggio “è stata una vicenda dolorosa, con un dolore acuito dalla morte di Bucci. Per questo preferiamo il silenzio, mentre si sta indagando”, dice Agnelli.

Sulla tragica fine del capo ultrà, suicida da un viadotto dell’autostrada Torino-Savona, la Procura di Cuneo ha riaperto l’inchiesta. Agnelli difende a spada tratta il security manager: “Svolge il suo lavoro in maniera impeccabile, siamo fieri di averlo con noi”. E, sul caso degli ‘striscioni canaglia’, che ironizzavano sulla tragedia del Grande Torino a Superga, esposto nella curva bianconera nel derby del 2014, “è stato dimostrato che D’Angelo non ha aiutato a introdurli in curva. I responsabili – dice il presidente bianconero – sono stati individuati grazie alla tecnologie del nostro stadio e sono stati consegnati alla giustizia”.

C’è un’altra vicenda delicata, quella di Ronaldo accusato di un presunto stupro nel 2009: “Sono abituato a guardare le persone negli occhi, quando ci sono questioni complicate, – sottolinea Agnelli – e su Cristiano sono molto sereno. La sua è una vicenda personale, ma se vorrà siamo pronti a dargli tutto l’aiuto possibile, come facciamo con tutti quando c’è necessità e abbiamo la convinzione che si siano comportate in modo corretto”. CR7 fa volare ancora di più i ricavi.

“L’obiettivo è di consolidare la Juventus anche come potenza economica”, ha ricordato Agnelli. Il bilancio approvato è in rosso per 19,2 milioni e sul prossimo esercizio inciderà l’arrivo di Ronaldo, “ma si può a fare a meno” di un aumento di capitale: “Abbiamo – spiega il presidente bianconero – una posizione finanziaria netta di 310 milioni; sappiamo che l’impatto della campagna trasferimenti sarà di circa 160 milioni ma disponiamo di affidamenti bancari assolutamente capienti, con linee di oltre 500 milioni a medio lungo termine”.

Andrea Agnelli ha detto la sua anche riguardo l’accusa mossa alla Juventus di esporre nel proprio stadio gli scudetti revocati per i fatti di Calciopoli: “La Juventus rispetta le sentenze – ha affermato – Nel 2006-07 ha giocato in B, ha vinto anche lì. Poi è chiaro che nello stadio, il mio salotto, espongo le foto che più mi piacciono”.