Scontro tra Aic e Lega Calcio, rischio sciopero dei calciatori

Pubblicato il 14 luglio 2010 21:08 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2010 21:21

Il Mondiale e la crisi del calcio italiano sembrano già alle spalle, il campionato ancora lontano si ripresenta invece con antichi scenari: Assocalciatori e Lega che litigano, la serie A che rischia di partire in ritardo per il contratto collettivo scaduto e le norme pro-giovani della Lega Pro.

La Federcalcio è chiamata ad intervenire e del contratto collettivo dei giocatori, scaduto il 30 giugno scorso e in regime di proroga per l’Aic, si parlerà nel consiglio federale, convocato per venerdì alle 11. ”La Federcalcio è una delle parti, intervenga oppure non staremo con le mani in mano: sono scontate drastiche iniziative sindacali”, avverte Sergio Campana.

L’accusa alla Lega di Milano è di non voler rinnovare il contratto collettivo o di voler forzare la mano, la risposta di Maurizio Beretta è diretta: ”Con i colpi di mano non si va avanti, il nuovo contratto deve essere ispirato al criterio della flessibilità”.

Per Campana, il sindacato è ”in attesa delle loro proposte di modifica, che non arrivano: e intanto vengono depositati contratti ‘liberi’, potenzialmente in violazione dell’articolo 4 della legge 91 e dell’articolo 28 delle norme federali”. Adriano, Motta, pochi altri acquisti: questi i contratti depositati (non ancora su moduli federali), e da quel che possono capire all’Aic la tendenza dei club è ‘esasperare’ la parte di ingaggio legata ai risultati, oltre i limiti imposti dal vecchio accordo collettivo.

”Nessuna violazione della legge 91 – assicura Lotito, presidente della Lazio e consigliere federale – ma la vecchia Lega non c’è più, con lei è decaduto il vecchio accordo. Ora con la Lega di A se ne dovrà discutere un altro”.

Giovedì assemblea dei club di A, si parlerà anche di come regolarsi sulla riduzione del tetto agli extracomunitari. ”Non penso a un boicottaggio dei consiglieri di Lega”, si è detto fiducioso Abete. L’Assocalciatori contesta poi anche le norme introdotte dal vicepresidente federale Mario Macalli nella Lega Pro da lui guidata: ogni club, per poter usufruire dei contributi, dovrà schierare in campo due Under 21 in prima divisione e tre in seconda.

”Contati anche i ragazzi dell’89 che bisogna portare in panchina, fanno 480 ragazzi – spiega Campana – il calcio italiano non ce li ha, e poi manderebbero a spasso altrettanti colleghi, andando poi a loro volta a spasso l’anno dopo quando il limite sarà per la classe ’90. Siamo anche noi per i giovani, ma non con una norma così demenziale…”.

L’Aic si aspetta che il consiglio di venerdì affronti le due questioni e apra una via alla soluzione, pena il ritardo di mezzora del via alla serie A il 29 agosto o la serrata. Abete ha già in mente una risposta per stemperare la situazione, ma non era questa la priorità programmata per il consiglio di metà luglio.

Si discuterà di ammissioni al prossimo campionato, e anche lì la situazione è durissima. Sarà annunciata la nomina di Demetrio Albertini presidente del Club Italia, e modificato il regolamento del settore tecnico. Per la rivoluzione annunciata attorno all’Italia di Prandelli c’è tempo fino ai primi di agosto.