Alessandro Cecchi Paone: “La Nazionale di calcio femminile? Almeno la metà sono lesbiche”

di redazione Blitz
Pubblicato il 11 Giugno 2019 10:18 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2019 10:18
Alessandro Cecchi Paone: "La Nazionale di calcio femminile? Almeno la metà sono lesbiche"

Alessandro Cecchi Paone: “La Nazionale di calcio femminile? Almeno la metà sono lesbiche”

ROMA – La Nazionale di calcio femminile? “Almeno il 50 per cento sono lesbiche”. Parola di Alessandro Cecchi Paone che ai microfoni della Zanzara su Radio 24 ci tiene a far sapere di essere fin da tempi non sospetti un grande sostenitore delle giocatrici azzurre che sta dando lustro al nostro Paese.

“Ora tutti zitti a chiedere scusa – dice Cecchi Paone – Per anni ho sostenuto il calcio femminile e l’ho difeso dai dirigenti federali che lo hanno attaccato dicendo che il calcio non era per le donne, lo spogliatoio e queste cose qui…”. A suo dire ci sono “molte più donne lesbiche nel calcio femminile che gay in quello maschile. Da anni aspettiamo il coming out di un calciatore, ma dopo il Mondiale ci sarà il coming out di intere squadre femminili. In una squadra almeno la metà sono lesbiche e ovviamente non lo dico in senso negativo. Le ho sempre protette. Sono lesbiche perché c’è una componente maschile in alcune donne lesbiche che trova sbocco in ambiti che una volta erano solo maschili. E questo discorso vale anche per la Nazionale. Alcune le conosco”. 

Perché non lo dicono?: “Perché in un mondo maschilista hanno un problema in più rispetto all’uomo gay. Hanno un doppio problema”. “Nel calcio femminile c’è una notevole rappresentanza – sostiene Cecchi Paone – e ci sono dei settori dove l’orientamento sessuale ha una sua importanza, un peso”.

Leonardo da Vinci: “Se non era gay non faceva quello che ha fatto. Aveva un tratto e una sensibilità , i modelli erano i suoi compagni o fidanzati. Leonardo è un genio universale, non italiano ed è fondamentale che sia gay. E Michelangelo se non fosse stato gay non avrebbe fatto in quel modo la Cappella Sistina o non faceva altre opere come le ha fatte…”. (Fonte: La Zanzara)