Alex Zanardi sta meglio, risponde agli stimoli. In programma intervento di ricostruzione facciale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Settembre 2020 13:22 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2020 13:30
Alex Zanardi, foto Ansa

Alex Zanardi, una nota del San Raffaele: “Progressi significativi”. In programma intervento di ricostruzione facciale (foto Ansa)

Alex Zanardi sta meglio, risponde agli stimoli. In programma intervento di ricostruzione facciale.

Ci sono “progressi significativi” nelle condizioni di Alex Zanardi, a fronte dei quali”i medici ribadiscono, comunque, il permanere di un quadro clinico generale complesso, sulla cui prognosi è assolutamente prematuro sbilanciarsi”.

E’ quanto afferma una nota dell’ospedale San Raffaele di Milano, dove l’ex pilota è ricoverato dal 24 luglio, in seguito al drammatico incidente del 19 giugno a bordo della sua handbike vicino a Siena.

Zanardi, si legge ancora, “sta affrontando un percorso di cure sub-intensive”, ha “iniziato un ulteriore percorso chirurgico volto alla ricostruzione cranio facciale” e “da diversi giorni è sottoposto a sedute di riabilitazione cognitiva e motoria”. (Fonte: Ansa).

Alex Zanardi, parla il figlio: “Noi gli parliamo. Papà ce la farà. Ha una forza straordinaria”

Intervistato dal Corriere della Sera, Niccolò Zanardi, il figlio di Alex, racconta:

“Papà sta un pochino meglio.

 

I medici ci hanno spiegato nei dettagli tutto il percorso che dovrà seguire.

Ci danno molte notizie e per fortuna positive.

Ma la migliore è che oggi siamo già qui, per la riabilitazione, ed è passato soltanto un mese, un mese esatto dall’incidente”.

“Non è più in pericolo di vita – spiega – ed è già molto, ma ha davanti a sé un percorso ancora lunghissimo, e lo sappiamo, siamo preparati.

Siamo anche contenti perché il suo recupero è stato molto più veloce di quanto ci aspettassimo.

Ma non bisognerebbe sorprendersi: questo è papà.

È incredibile l’energia di quell’uomo, ha una forza straordinaria”.

I familiari possono interagire con lui?

“Interagire è un’altra cosa. Ma adesso ci sono segnali incoraggianti.

Ripeto, ci vorrà ancora molto tempo”.

“Non ho mai perso uno solo dei miei turni al suo fianco in ospedale – continua – Con la mamma abbiamo fatto tutti i giorni la spola, trecento chilometri al giorno tra andata e ritorno”.

“Gli parliamo. Ora che non è più sedato si può. Prima era proprio controindicato. I medici ci spiegavano che stimoli esterni avrebbero interferito con la sedazione.

Adesso invece ci dividiamo i compiti: noi diamo gli stimoli affettivi, i medici quelli neurologici”. (Fonte: Il Corriere della Sera).