Ancelotti accusa: “Carenza culturale in Italia, troppi insulti dai tifosi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 ottobre 2018 18:46 | Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2018 18:46
Ancelotti accusa: "Carenza culturale in Italia, troppi insulti dai tifosi"

Ancelotti accusa: “Carenza culturale in Italia, troppi insulti dai tifosi” (Ansa)

TRENTO – Il calcio italiano vive un momento di crisi sistemica, di talenti che non nascono, di risultati flop ma la prima grande sconfitta “è dentro gli stadi”. Il J’accuse arriva da Carlo Ancelotti, celebratissimo tecnico oggi al Napoli ma per nove anni a spasso per l’Europa (Inghilterra, Spagna, Francia, Germania), dove ha vinto tutto quello che c’era da vincere.

Ora tornato in Italia ci sta provando col Napoli (“in Europa non so, ci sono tante squadre fortissime, ma in Italia si puo’ fare un ottimo lavoro”), eppure l’avversario più difficile non viene dalle rivali calcistiche, come dimostrano la raffica di insulti personali e quelli ai napoletani ricevuti a Torino, con tanto di chiusura della curva bianconera da parte del giudice sportivo.

“Cosa ho pensato quando mi hanno insultato? Che avrei guardato in bacheca la Champions vinta nel 2003”, da tecnico milanista contro la Juve, aveva risposto Ancelotti dopo che gli ultrà bianconeri lo avevano apostrofato con il vecchio epiteto, ‘maiale’.

Ma al di là della replica ironica, l’amarezza dentro e’ restata. Oggi, ospite a Trento insieme al suo mentore Arrigo Sacchi e Pep Guardiola per parlare della “Bellezza del calcio”, una delle ultime tavole rotonde organizzata dalla Gazzetta e dal Trentino nell’ambito della prima edizione del Festival dello Sport, il tecnico romagnolo interrogato sul brutto momento attraversato dal calcio italiano ha risposto che “a livello tecnico rimaniamo sempre molto competitivi e rispettati in tutto il mondo. Anche se non c’è grande qualità e tanti talenti in giro, la grossa differenza che ho notato – ha rimarcato Ancelotti, che è rimasto lontano dall’Italia per 9 anni – è a livello di infrastrutture e di carenza culturale. In giro per l’Europa ho visto infrastrutture bellissime e stadi pieni, ma soprattutto ho assaporato la vera rivalità sportiva. Ecco, su questo punto siamo davvero indietro anni luce. Sono tornato in Italia a distanza di anni ma ancora mi tocca sentire insulti di ogni tipo dentro gli stadi. Bisogna finirla: non si tratta di rivalità ma di maleducazione. La rinascita deve partire anche da qui”, ha concluso il tecnico del Napoli.