Andrea Iannone: “Valentino Rossi? Non lo aiuterò perché…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Ottobre 2015 9:16 | Ultimo aggiornamento: 28 Ottobre 2015 9:28
La foto pubblicata da Andrea Iannone su Facebook

La foto pubblicata da Andrea Iannone su Facebook

ROMA – “In tanti sul social network – racconta, intervistato dalla Stampa, il pilota Andrea Iannone – mi hanno chiesto di ostacolare Lorenzo, ma io non ci penso nemmeno. Non volevo alludere a nulla con quella foto, in Spagna penserò solo alla mia gara. Sono un pilota leale e corretto, correre contro Jorge o Marquez sarebbe una caduta di stile”. Andrea Iannone era stato uno dei pochi piloti che domenica a Sepang aveva preso le difese di Valentino Rossi dopo il contatto con Marc Marquez. Il pilota della Ducati è legato da una lunga amicizia con il Dottore e sul suo profilo Facebook ha anche pubblicato un’immagine che li mostra abbracciati sul podio del Mugello. 

Andrea, perché quella fotografia?
«Non ho mai nascosto che Valentino è una delle persone che stimo di più, sia personalmente sia professionalmente. Questo è un momento difficile per lui, volevo ricordargliene uno bello».

Significa che lo aiuterà a Valencia?
«In tanti sul social network mi hanno chiesto di ostacolare Lorenzo, ma io non ci penso nemmeno. Non volevo alludere a nulla con quella foto, in Spagna penserò solo alla mia gara. Sono un pilota leale e corretto, correre contro Jorge o Marquez sarebbe una caduta di stile».

Non crede nelle alleanze?
«Non nel nostro sport, non voglio pensare che questo modo di fare sia nell’indole di un pilota».

Rossi ha accusato Marquez di averlo ostacolato a Phillip Island. Lei era a duellare con loro: cosa ne pensa?
«Ha giocato con noi, Marc era il più veloce di tutti ma io e Rossi in Australia eravamo più rapidi di Lorenzo. Quando Marquez era davanti i tempi salivano, mentre all’ultimo giro ha fatto il miglior crono della gara. È strano».

Anche a Sepang ha usato la stessa tattica?
«Io non voglio colpevolizzare nessuno e se Marc dice che stava spingendo devo credergli».

Però…
«Però nel warm up aveva fatto registrare tempi incredibili, era il più forte con Pedrosa e più veloce sia di Rossi sia di Lorenzo. Sulla carta poteva vincere. Invece lui e Valentino continuavano a sorpassarsi come fossero all’ultimo giro, ma erano solo all’inizio della gara. Non è qualcosa di consueto».

Perché?
«Perché quando un pilota è più veloce ha due strategie: stare dietro per dare la zampata nel finale, o passare e scappare».

Secondo lei lo ha fatto apposta?
«Non lo so, faccio fatica a capire il comportamento che ha tenuto. Non riesco a credere che un pilota possa adottare certe tattiche, se così fosse mi dispiacerebbe tanto».

L’anno scorso, in Malesia, Marquez la centrò nelle prove libere e lei fu costretto a saltare la gara…
«Mi feci male al braccio, Marc mi fece le sue scuse e io le accettai. Per me è stato solo un episodio isolato. In Moto2 abbiamo fatto tante battaglie e l’ho sempre rispettato, spero che sia lo stesso anche per lui».

Rossi partirà ultimo a Valencia, il titolo è compromesso?
«Non c’è niente di impossibile nella vita. Mi dispiace per lui, in MotoGp la partenza è fondamentale, a volte anche solo una fila in più o in meno può cambiare il volto di una gara».

Ha parlato con Rossi dopo il Gp di Sepang?
«Non ne ho avuto l’occasione, ma vorrei dirgli che nulla è ancora perduto. Da grande campione qual è saprà come affrontare la situazione. Gli auguro di giocarsela con Lorenzo fino alla fine».