Inchiesta antimafia, procura Figc deferisce Paolo Cannavaro, Pepe Reina e Aronica: “Rapporti con camorristi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 maggio 2018 21:45 | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2018 20:43
Inchiesta antimafia, procura Figc deferisce Paolo Cannavaro, Pepe Reina e Aronica: “Rapporti camorristi”

Inchiesta antimafia, procura Figc deferisce Paolo Cannavaro, Pepe Reina e Aronica: “Rapporti con camorristi”
Ansa

NAPOLI – Deferiti dalla giustizia sportiva per frequentazioni con pregiudicati legati ad ambienti camorristici Pepe Reina, Paolo Cannavaro e Salvatore Aronica. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Deferite anche Napoli, Sassuolo e Palermo, le società dove hanno militato i tre calciatori e chiamate in causa per responsabilità oggettiva per i fatti addebitabili ai tesserati.

Sono le conclusioni del procuratore della Figc Giuseppe Pecoraro, al quale nei giorni scorsi la Direzione distrettuale antimafia di Napoli ha trasmesso gli atti dell’inchiesta sui fratelli Esposito, imprenditori ritenuti vicini a esponenti della camorra e in rapporti con il mondo del calcio (in una discoteca di proprietà di uno dei fratelli, Pepe Reina – in procinto di passare al Milan – organizzò la festa di addio al Napoli).

Paolo Cannavaro – si legge nella nota della Figc – calciatore tesserato sino al gennaio 2014 con il Napoli e dal febbraio 2015 con il Sassuolo avrebbe provato a vendere un orologio prezioso di notevole valore (400mila dollari) ma dubbia provenienza, nella disponibilità del suocero Luigi Martino.

Avrebbe anche ottenuto dal Napoli due biglietti omaggio a favore di personaggi legati a clan camorristico Lo Russo e avrebbe fornito al team manager del Napoli, Giovanni Paolo De Matteis, dati anagrafici errati per sviare il controllo di provvedimenti dell’autorità giudiziaria e amministrativa. Si sarebbe anche prestato con il pregiudicato Gabriele Esposito a fornire la sua carta di credito per porre in essere truffe. Per quanto riguarda il deferimento di Pepe Reina, la Figc sottolinea che il portiere spagnolo avrebbe intrattenuto ”inopportunamente rapporti di frequentazione ed amicizia concretizzatisi in vacanze, disponibilità d’uso di auto di grossa cilindrata di proprietà di Gabriele Esposito e agevolazioni all’accesso in zona riservata dello stadio San Paolo in occasione delle partite ufficiali”.

Deferito per le frequentazioni con i fratelli Esposito anche Salvatore Aronica. La Procura federale ha inoltre deferito tre dipendenti della Ssc Napoli, il team manager Giovanni Paolo De Matteis, il responsabile della biglietteria e delegato alla sicurezza Luigi Cassano e il direttore commerciale marketing del Napoli Alessandro Formisano. Formisano avrebbe intrattenuto solo con Giuseppe Esposito ”rapporti commerciali, contratti di sponsorizzazione e contratti di licenza di uso del brand Calcio Napoli, impegnandosi a fornire la relativa documentazione contrattuale, impegno mai onorati”.

Dall’inchiesta è infatti emerso che gli Esposito avevano un progetto di investimento nel merchandising di prodotti con il brand ”Napoli Calcio”: in particolare – si legge nella informativa della Dia trasmessa ai magistrati antimafia – Francesco Esposito voleva produrre e commercializzare orologi col marchio della squadra azzurra, una iniziativa che non si realizzò e che avrebbe necessitato della licenza da parte del responsabile marketing del Napoli.

Le intercettazioni – affermano gli investigatori – documentano anche il tentativo di coinvolgere nell’iniziativa Paolo Cannavaro ”la cui presenza avrebbe ovviamente garantito un importante ritorno pubblicitario”.