Antitrust, abbonamenti: due procedimenti nei confronti di Brescia e Lecce

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Luglio 2020 13:39 | Ultimo aggiornamento: 20 Luglio 2020 13:39
Antitrust, foto Ansa

Antitrust, abbonamenti: due procedimenti nei confronti di Brescia e Lecce (foto Ansa)

L’Antitrust ha avviato due nuovi procedimenti istruttori in materia di clausole vessatorie nei confronti delle società di calcio di serie A Brescia Calcio e Unione Sportiva Lecce.

Lo annuncia una nota dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato precisando “che questi avvii seguono il mancato accoglimento dell’invito alle stesse società, del 24 gennaio 2020, con cui aveva richiesto di rimuovere dalle rispettive condizioni contrattuali le clausole che avrebbero potuto risultare vessatorie”.

“Lo stesso invito era stato rivolto anche alle società SPAL e Hellas Verona Football Club che hanno poi modificato le condizioni generali di contratto, rimuovendo i profili di possibile vessatorietà evidenziati nelle lettere di moral suasion, tal che l’Autorità ha archiviato i relativi procedimenti”.

Lo scopo dell’istruttoria avviata nei confronti di Brescia e Lecce è, quindi, “valutare la possibile vessatorietà di alcune clausole contenute nelle condizioni generali del contratto di abbonamento annuale”.

Nello specifico, precisa la nota dell’Antitrust, “si tratta delle clausole che appaiono redatte secondo modalità non chiare e comprensibili di quelle che attribuiscono alle società facoltà di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali di abbonamento e, infine, di quelle che escludono il diritto dei consumatori ad ottenere il rimborso di quota parte dell’abbonamento sia per fatti imputabili alla società che di impossibilità sopravvenuta della prestazione, che comportino la chiusura totale o parziale dello stadio a conseguire il risarcimento del danno qualora tali eventi siano direttamente imputabili alla società”.

In particolare dette clausole “potrebbero risultare vessatorie ai sensi degli artt. 33,34 e 35 del Codice del Consumo, perché, escludendo o limitando la responsabilità delle società di calcio, comporterebbero un significativo squilibrio a carico dei consumatori nelle prestazioni contrattuali”. (Fonte: Ansa).