Antonio Cassano: “Quella volta che Capello mi beccò a mangiare le patatine”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Settembre 2019 10:07 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2019 10:08
Antonio Cassano, Ansa

Antonio Cassano (foto Ansa)

ROMA – Antonio Cassano era all’evento Milano Calcio City per un confronto insieme al suo ex ct Fabio Capello. “Facevo dei disastri, se avessi ascoltato Capello, uno dei più grandi allenatori di sempre, avrei fatto cose più importanti”, ha detto il barese durante l’incontro alla Triennale. “Cominciò molto bene – ha osservato il mister – ma come tutti quelli che vanno a Roma si perse. Si è fatto coinvolgere da qualche festa di troppo”.

“Il mister, oltre ad essere un grande tecnico, capiva i momenti: quando c’erano partite importante, ti lasciava tranquillo. Mentre quando c’erano le partite meno importanti ti beccava se facevi qualcosa: io 3-4 volte avevo mangiato le patatine, andavo dal cuoco, che diceva che non c’era problema. Il mister di solito arrivava alle 13.30, una volta arrivò alle 13.15: arrivò e davanti a tutti io stavo mangiando una valanga di patatine. Me le ha tolte in un secondo, mi ha fatto un cazziatone e il giorno dopo vincemmo 5-0 col Brescia, ma io non giocai”.

“Metterlo fuori rosa? L’ho pensato solo una volta a Madrid. Per vincere il campionato dovetti mandarli via tutti”.

Po Capello racconta un aneddoto legato a Berlusconi e Ronaldo: “Mi chiamò Berlusconi e mi chiese come fosse: gli dissi di lasciar stare, pensava solo a mangiare, a bere e alle donne. Lui mi ringraziò. Gli risposi di averlo ceduto a una squadra araba, poi pesava 93 chili: anche se devo ammettere che resta il più grande talento che io avessi allenato. Comunque l’indomani aprii La Gazzetta e Ronaldo e lessi che il Milan lo aveva acquistato”.

Fonte: La Repubblica, La Gazzetta dello Sport.