Antonio Conte: “La Roma ricorda la mia prima Juve, ma bianconeri ancora davanti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 settembre 2014 1:04 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2014 1:05
Antonio Conte: "La Roma ricorda la mia prima Juve, ma bianconeri ancora davanti"

Antonio Conte

ROMA – “La Roma è forte, ricorda un po’ la Juve di tre anni fa, ma i bianconeri restano ancora i favoriti per lo scudetto“. Parola di uno che a Torino ne ha vinti tre di fila, parola di Antonio Conte, oggi alla guida della Nazionale.

Ospite di lusso di Enrico Varriale al “Processo del Lunedì” su RaiSport, Conte non si dice sorpreso della partenza sprint della sua ex squadra oggi guidata da Massimiliano Allegri:

“La Juve in tre anni ha costruito un grattacielo dal nulla e si è lavorato tantissimo tutti insieme. La casa è solida, è inevitabile che si debba andare avanti per questa strada e lo farà per molto tempo. Sentir dire da qualche giocatore che aver cambiato sia stato giusto, mi ripaga di tante illazioni che mi si sono riversate contro dopo la mia scelta”.

Tanto basta per vedere i bianconeri ancora davanti a tutti: “La Roma sta facendo un percorso simile al nostro. Avrebbe vinto lo scudetto se non avesse incontrato l’anno scorso una Juve mostruosa. Sta cercando di fare lo stadio, ha fatto un mercato intelligente, ma vedo ancora la Juve favorita”. “In tre anni si è fatto qualcosa di incredibile sotto tutti i punti di vista, col presidente abbiamo creduto che il miracolo potesse accadere e così è stato”, aggiunge Conte parlando dei suoi tre anni a Torino, volendo poi chiarire i suoi rapporti con gli ex datori di lavoro:

“Non si è incrinato niente con Andrea (Agnelli) e i dirigenti Marotta e Paratici. Il rapporto resta. Ho pensato e detto che dopo tre anni così intensi si era giunti all’epilogo del rapporto. Quando si è forti a livello sentimentale e si dà tutto, c’è un momento in cui è giusto separarsi per il bene di tutti. L’ho esternato ad alcuni calciatori, alla proprietà e ai dirigenti. Più difficile far capire al tifoso ma tutto è stato fatto a fin di bene”.

Dalla Juve alla Nazionale che, ripete, “all’inizio non era nei miei pensieri” e al “tormentone” Balotelli: “Balotelli una sfida da vincere? Non ho bisogno di sfide per confrontarmi con persone del passato e del presente, mi comporterò nel migliore dei modi, con chiunque verrà in Nazionale”, chiosa il ct ribadendo un concetto più volte espresso: “In tutte le mie squadre sono contati prima gli uomini e poi i calciatori”.