Atalanta distratta e sprecona, solo 1-1 contro Apollon

Pubblicato il 2 novembre 2017 22:11 | Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2017 22:11
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Atalanta distratta e sprecona, solo 1-1 contro Apollon
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LIMASSOL – Senza Gomez a metterci la pezza nell’Atalanta è ancora Ilicic, come all’andata, ma nel ritorno di Europa League a Nicosia con il combattivo e mai domo Apollon Limassol gli uomini di Gasperini buttano via vittoria e qualificazione matematica al 93′ lasciando inspiegabilmente Zelaya solo soletto in piena area per il tuffo dell’incredibile pareggio.

In classifica 8 punti e vetta in coabitazione col Lione, che ha fatto secco l’Everton: verdetto rimandato alle due giornate residue del Group E. Un confronto di difficile decifrazione tattica, perché il primo tempo inizia coi ciprioti a pressare altissimo e i nerazzurri in ambasce quando si tratta di uscire.

Augoustì sgancia a turno uno dei tre mediani e non a caso il play Alex al nono percorre la navata esplodendo il radente da trenta metri che sibila a lato del secondo palo. Il raddoppio di cronometro, sugli sviluppi del primo angolo a favore di Freuler, coincide con l’occasione numero uno dell’undici di Gasperini, ma sulla torre di Petagna c’è l’errore di mira di Masiello che dal lato sinistro dell’area piccola manca il bersaglio grosso di sinistro.

Nemmeno otto giri di lancetta e Hateboer soffia la sfera a Vasiliou quasi sul fondo in scivolata, sull’accorrente Ilicic è Yuxte a chiudere davanti a Bruno Vale deviando sopra il montante. Poco male, perché dopo il mancino dalla lunga innocuo di Alex – sfuggito a Freuler – al 31′ in capo a tre minuti arriva il rigore per la carica di Alef sul fantasista sloveno, servito dal campanile dall’out destro di Masiello: dal dischetto lo stesso insacca a mezza altezza optando per potenza e precisione.

Al 43′ la chance del bis, ma il cross dell’olandese su invito dell’apripista coglie il rimpallo Pedro-Alef ad anticipare la deviazione sottomisura di Petagna o Kurtic. I padroni di casa non ammainano bandiera col forcing a tiro dell’intervallo: Zelaya prova la sponda per Sardinero chiamando Berisha alla spazzata di piede, mentre Papoulis, memore del gol segnato al portiere albanese in maglia Lazio il 7 novembre di 4 anni fa, si sistema la palla al limite al primo di recupero sparando alle stelle.

Nella ripresa ci si mette anche il legno, colto da Petagna di testa al 9′ sulla sponda dii Caldara chiamata dalla bandierina da Freuler. Ilicic (giallo per fallo su Vasiliou) esce per Orsolini, di là Jakolis rileva Papoulis con sequela a sinistra di Sardinero, poi sostituito da Schembri, autore del temporaneo 1-1 a Reggio Emilia.

Il traversone della new entry croata al 18′ trova la stessa sorte di quello di Vasiliou al quarto d’ora, preda stavolta di Palomino e non di Spinazzola per tagliare fuori Zelaya. Gosens subentra a Kurtic costringendo il laterale in prestito dalla Juve ad alzarsi nel tridente, mentre i portacolori di Limassol cercano di trascinare il match alle soglie dello scontro fisico.

Sull’asse Cristante-Orsolini Alef mette in angolo per evitare guai da Petagna (28′), sugli sviluppi la svettata di Caldara viene sporcata da un difensore. Rischio massimo al 35′ quando dal vertice destro Maglica pesca la schiacciata di testa che Berisha accompagna sopra la traversa col palmo della mano, ma poi i bergamasco sfiorano il due a zero con Orsolini, smarcato di tacco da Petagna, a quattro dal novantesimo: Vale ne intercetta la conclusione a giro.

Non si chiude e la dura legge del gol cala inesorabile come la mannaia il giorno dei morti: Pedro ampolla alla disperata a appena oltre la metà campo, Masiello non vede Zelaya che spunta davanti a Berisha e gli inzucca imparabilmente alle spalle in caduta.

Tutto rinviato, ma a Zingonia c’è da mangiarsi le mani per l’ennesima amnesia a immagine e somiglianza di quelle costate già quattro ko in campionato.