Troppe critiche, arbitri portoghesi verso lo sciopero

Pubblicato il 23 novembre 2017 17:29 | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2017 17:29
Portogallo-Sciopero-Arbitri

Sciopero degli arbitri in Portogallo (Ansa)

LISBONA (PORTOGALLO) –  Luisao che arbitra la partita del Benfica ed Herrera quella del Porto. Non è uno scenario da fantacalcio, ma ciò che potrebbe realmente succedere in Portogallo nel week end del 15 e 16 dicembre in occasione delle partite del 15/o turno della massima serie e di quelle del torneo cadetto.

Tutto nasce dalla decisione degli arbitri di scioperare, o meglio ancora di ‘marcare visita’, dopo l’ondata di proteste e maldicenze che li ha investiti nel corso della stagione calcistica.

Dopo tante, anzi troppe, insinuazioni sul loro operato a vantaggio di determinati club e di complicità in episodi di corruzione, i direttori di gara hanno deciso d’incrociare le braccia.

Volevano farlo subito ma poi, dopo una lunga riunione dei vertici arbitrali conclusasi all’alba di oggi, hanno deciso di rimandare la protesta. Tutto ciò per rientrare nelle regole, dando quindi il ‘preavviso’ di venti giorni.

Ma più che uno sciopero vero e proprio gli arbitri portoghesi, 73 sui 76 abilitati a dirigere le partite di due principali campionati, hanno deciso di ‘marcare visita’ spiegando che psicologicamente non sono più in grado di esercitare le loro funzioni.

Visto che l’adesione alla protesta sarà pressoché totale sarà impossibile ricorrere a ‘quarti uomini’ vari, a quelli impiegati alla Var (che sta venendo sperimentata anche in Portogallo) o a eventuali direttori di gara presenti sugli spalti come semplici spettatori. Idem per gli osservatori dell’associazione arbitri che, anche loro, aderiranno alla protesta.

Ecco allora che, per non spostare o ‘cancellare’ la giornata si potrebbe arrivare a una soluzione estrema, che però le regole del calcio portoghese consentono. Secondo i codici in mancanza di alternativa, si deve ricorrere a una riunione fra la dirigenza delle due squadre che si devono affrontare, per decidere il nome di un ‘arbitro d’emergenza’ che sia gradito a entrambi. Se non si trova una soluzione, si procede al sorteggio e il vincitore sceglie come arbitro un uomo di sua fiducia, che può essere, secondo le regole, anche “un giocatore di prima squadra” o “il capitano del gruppo”.

Ecco allora che si torna all’inizio: in pratica, nella 15/a giornata della ‘Primeira Liga’ in mancanza di arbitri o collaboratori disponibili, se il Benfica vincerà il proprio sorteggio potrebbe designare capitan Luisao come direttore di gara della partita degli ‘encarnados’ contro il Tonela, e il Porto fare lo stesso col suo portiere Casillas in occasione del match contro il Maritimo.

Sarebbe un precedente clamoroso, che potrebbe spingere gli arbitri di molti paesi all’emulazione. E pensare che l’uso della Var avrebbe dovuto facilitare la vita ai direttori di gara: in Portogallo, almeno per ora, non è stato così.

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