Arbitro donna insultata, Annalisa Moccia: “I figli si comportano male perché emulano i genitori”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 maggio 2019 15:37 | Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2019 15:37
Arbitro Annalisa Moccia: Figli si comportano male perché emulano genitori

Arbitro donna insultata, Annalisa Moccia: “I figli si comportano male perché emulano i genitori”

ROMA – L’arbitro Annalisa Moccia, insultata da un telecronista durante la partita tra Agropoli e Sant’Agnelli, commenta ai microfoni di Radio Cusano Campus gli insulti rivolti a Giulia Nicastro durante una partita di ragazzini a Mestre. L’arbitro di Nola spiega che gli insulti e i cattivi comportamenti dei ragazzini in campo si devono ai genitori: i figli infatti li emulano.

Intervistata da Emanuela Valente nella trasmissione “Cosa succede in città”, la Moccia ha commentato i fatti di cronaca di Mestre: “E’ stato vergognoso. Mi metto nei suoi panni, sarà stata una scena raccapricciante. Una cosa del genere non mi è mai successa ma gli insulti sono all’ordine del giorno. A livello giovanile, mi sono stati rivolti gravi appellativi dai ragazzini di 14-15 anni in campo e dai genitori sugli spalti. I ragazzini emulano quello che fanno e dicono i genitori, si sentono in diritto di dire e fare delle brutte cose in campo perché c’è chi si comporta così prima di loro. Della serie lo fanno i miei genitori perché non posso farlo?”.

Poi parla degli insulti da parte delle mamme: “A insultarmi non sono solo gli uomini. E’ capitato di ricevere brutte parole anche dalle donne, dalle mamme dei piccoli giocatori in campo. Una volta una signora mi ha detto di andare a fare gli gnocchi. Ci sono rimasta malissimo. Scendo in campo per dimostrare che le donne possono fare tutto, anche meglio degli uomini. Quando mi sono sentita insultata da una donna mi sono chiesta: “Forse ho, abbiamo sbagliato qualcosa”.

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Sugli insulti sessisti da parte del telecronista locale nella partita di Eccellenza Agropoli-San’Agnello, ha detto: “Quando ho ascoltato la telecronaca e gli insulti mi sono molto arrabbiata. Ero appena scesa in campo e mi sono sentita giudicata ancor prima di fare il mio lavoro. Poi mi sono calmata, grazie anche ai miei colleghi della mia sezione con i quali ci abbiamo scherzato sù, e i giorni seguenti li ho trascorsi serenamente. Non ho pensato più alla cosa negativa, era inutile abbattermi. Non ne vale la pena, purtroppo, e non dovrebbe essere così, sono abituata agli insulti”.

Nonostante tutto, Annalisa prosegue la sua attività da arbitro: “Ho cominciato 8 anni fa, avevo 20 anni. I miei genitori mi sconsigliarono di intraprendere questa carriera, io testarda come sono non gli ho dato retta. Tornavo a casa sempre contenta dopo una partita. L’Aia è una scuola di formazione, ti forma il carattere, mi ritrovo cambiata. Se mi volto indietro e guardo Annalisa di dieci anni fa vedo una persona completamente diversa. Ero timida, introversa, ora vorrei spaccare il mondo”.

Ma da dove è iniziata la sua passione per l’arbitraggio? “Ho cominciato per semplice curiosità. Mi sono appassionata al ruolo dell’assistenza. Volevo capire come potesse riuscire a vedere un fuorigioco difficile e segnalarlo con naturalezza. Mi chiedevo cosa pensasse un arbitro prima della partita, cosa facesse dopo una partita, mi sono appassionata alla figura dell’arbitro per le cose semplici. Ho saputo che nella mia città c’era la sezione di Nola e mi sono presentata. Non mi sono mai pentita dei questa scelta. A volte ho pensato di lasciare ma non per gli insulti, non volevo lasciare perché c’era qualcuno mi prendeva a male parole dagli spalti. Ho pensato di mollare tutto magari dopo una partita andata male. Degli altri in mezzo al campo e sugli spalti non me ne è mai importato niente. Non ho mai voluto dare soddisfazione e ragione a chi insulta”.

Qualcosa sta cambiando, secondo la Moccia, nel rapporto tra donne e calcio: “Prima o poi le cose devono cambiare. Stiamo sulla strada giusta. Nascono tante squadre femminili, la Nazionale italiana femminile si è qualificata per il Mondiale, le grandi società hanno creato la squadra femminile, si sta dando sempre più importanza alle donne. Stanno aumentando gli arbitri donne, le donne ci sono e scalpitiamo”.