Armani: “Arnault (Louis Vuitton) vuole il Milan”. Ma arrivano le smentite

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Gennaio 2020 17:41 | Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio 2020 17:41
Armani: "Arnault (Louis Vuitton) vuole il Milan". Ma arrivano le smentite

Armani nella foto Ansa

MILANO – La Gazzetta dello Sport ha scritto che lo stilista Armani avrebbe svelato l’interesse di Bernard Arnault, uomo più ricco d’Europa e proprietario di Louis Vuitton con un patrimonio da 76 miliardi di dollari, per il Milan. Ma nemmeno il tempo di scriverlo che sono arrivate diverse smentite.

Il portavoce di Arnault ha smentito la notizia proprio alla Gazzetta dello Sport:“Posso smentire per l’ennesima volta qualsiasi interesse di LVMH e del suo presidente Bernard Arnault, anche a titolo personale. Non abbiamo mai pensato al Milan“.

Un’altra smentita, questa volta da parte del figlio di Arnault, è stata riportata da sport.virgilio.it: “Abbiamo grandissimo rispetto per il vostro bellissimo club, ma non siamo mai stati in contatto con nessuno della società e non abbiamo mai avuto interesse ainvestirvi o a comprarla”.

Non solo i rumors su Arnault, il Milan incassa le accuse di Han Li, il braccio destro di Yonghong Li: “E’ stato un incubo”.

David Han Li, il braccio destro di Yonghong Li, il misterioso uomo d’affari cinese che comprò il Milan da Silvio Berlusconi nell’aprile del 2017, definisce “un incubo” l’esperienza nel club rossonero . Le sue dichiarazioni sono riportate dall’Ansa. “Abbiamo dovuto spendere in media – spiega Li a Forbes – 10 milioni di euro al mese, ma i fabbisogni di capitale originari del club erano molto inferiori. Mi sono svegliato e l’incubo era reale, non era un sogno”.

Li, nella propria ricostruzione, indica nei poteri forti, nei media e nel fondo Elliott – che nel luglio 2018 ha rilevato il club per il mancato pagamento dei debiti – la ragione per cui i cinesi abbiano perso il controllo del club: “Il governo cinese ha vietato di portare capitali all’estero.

I pesanti attacchi contro di noi da parte dei media non hanno aiutato: un articolo sul New York Times è stato dannoso e i media italiani hanno ripreso ad attaccare proprio la mattina esatta in cui abbiamo iniziato il processo di rifinanziamento del debito a Londra.

Ho chiesto ad uno dei manager di Elliott direttamente se fossero stati responsabili della messa in atto di quegli attacchi mediatici e se avessero voluto il club da soli. Ovviamente, ha negato. Avevamo sentito parlare della reputazione di Elliott ma non sai mai se i rapporti sono reali fino a quando non conosci davvero qualcuno. Ora non ci fidiamo di nessuno” (fonte Ansa).