Arrigo Sacchi: “Nel calcio gli italiani fanno sempre i furbi. Come… Mussolini”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Giugno 2019 15:12 | Ultimo aggiornamento: 11 Giugno 2019 15:17
Arrigo Sacchi: "Nel calcio gli italiani fanno sempre i furbi. Come lo fu... Mussolini"

Arrigo Sacchi: “Nel calcio gli italiani fanno sempre i furbi. Come lo fu… Mussolini”

ROMA – Intervistato dal “Giornale”, Arrigo Sacchi per parlare di calcio tira in ballo…. Benito Mussolini.

“In Italia – dice l’ex CT della nazionale iniziando il suo ragionamento sul carattere di noi italiani – il calcio è esattamente lo specchio della vita e della storia del nostro Paese. Ho fatto fatica a far correre le mie squadre perché è dai tempi dei romani che noi corriamo all’indietro. L’unica volta che abbiamo vinto una guerra è perché abbiamo giocato in contropiede. Lì persi due zii, uno aveva 19 anni, l’altro 22: li mandavano allo sbaraglio. La Seconda guerra mondiale? Stessa cosa, sempre quell’idea di essere più furbi degli altri, di poter approfittare della situazione. Mussolini sapeva benissimo che non eravamo pronti per combattere una guerra, i generali lo avevano informato”.

Sacchi poi spende qualche parola anche per Silvio Berlusconi.”Berlusconi – racconta ancora Sacchi nella lunga intervista al “Giornale” – ha una grandezza naturale e io gli devo molto, soprattutto il fatto di aver sempre creduto in me quando avevo tutti contro”. Prima del Mondiale americano, appena diventato premier, Berlusconi lo invitò a Palazzo Chigi: “Mi disse: Se vince questa la faccio ministro dello Sport. Gli risposi: Ma non esiste nemmeno il ministero dello Sport. E lui: Beh lo creiamo. Gli dissi: Dottore se la mia impresa è difficile la sua è impossibile. Perché l’italiano ha il senso della nazione ma non il senso dello Stato”.

“Se sono pentito di essermi dimesso dalla nazionale? No – risponde ancora Sacchi – questo non è vero. Le esperienze sono tutte importanti e questa è stata una grande esperienza ma difficile. Allenare una nazionale non è come allenare un club, non lavori tutti i giorni con i tuoi giocatori: la sensazione era quella di un eunuco in un harem di belle donne”.

Fonte: Il Giornale.