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As Roma: Rosella Sensi e Unicredit firmano l’accordo per l’azzeramento del debito

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Rosella Sensi

Rosella Sensi firma. Italpetroli azzera il debito. E UniCredit si assume l’impegno di trovare un compratore per l’As Roma. Si chiude cosi’ il contenzioso tra la famiglia Sensi, da 17 anni alla guida del club giallorosso, e la banca di Alessandro Profumo su quei 325 milioni di euro ereditati in seguito all’acquisizione di Capitalia (oltre gli 80 milioni verso Mps).

La giornata si e’ svolta sull’asse Roma-Milano, con Rosella che e’ volata nel capoluogo lombardo accompagnata dall’avvocato Antonio Conte per siglare nel primo pomeriggio nel quartier generale della banca di Piazza Cordusio le oltre 60 pagine di accordo. Per la controparte, invece, la firma e’ stata apposta dall’amministratore delegato di UniCredit Corporate Banking, Pier Giorgio Peluso. Il tutto mentre nella capitale si e’ svolta l’udienza davanti al collegio arbitrale presieduto da Cesare Ruperto che ha deciso di rinviare la sentenza all’11 ottobre. Lasciando l’udienza l’avvocato di UniCredit, Francesco Carbonetti, ha sottolineato che ”l’accordo e’ stato firmato a Milano ed e’ in linea con la puntuazione”, ovvero con la lettera d’intenti siglata lo scorso 8 luglio.

Sempre a Roma poi sono arrivati in serata da Ruperto anche i legali della famiglia Sensi, Agostino Gambino e Antonio Conte. In particolare, l’accordo prevede che, per rientrare del debito, i Sensi cedano la holding Italpetroli (che controlla il 67% del club giallorosso), mentre il pacchetto azionario dell’ As Roma confluira’ in una societa’ appena costituita, Newco Roma, che sara’ controllata dalla famiglia al 51%, mentre Unicredit deterra’ il restante 49 per cento.

Alla famiglia resteranno comunque una serie di asset dal valore di circa 30 milioni di euro. Come comunicato a inizio luglio Newco Roma ”avra’ l’obiettivo prioritario di procedere alla valorizzazione e alla vendita (…) del pacchetto di controllo dell’As Roma”. Le parti avrebbero riconosciuto un valore della squadra intorno ai 150 milioni di euro. E nel caso in cui la vendita, attraverso l’advisor incaricato Rothschild, dovesse generare un incasso superiore ai 100 milioni, ai Sensi andrebbe un riconoscimento pari al 5% dell’eccedenza. Al momento pero’ non si vedono acquirenti all’orizzonte.

Si sono fatti molti nomi: da possibili fondi americani al re della tachipirina Francesco Angelini, senza scordare l’imprenditore romano Tonino Angelucci e i diversi sceicchi o il gigante russo Gazprom. Ma sul tavolo di Unicredit non sono arrivate ancora manifestazioni d’interesse vere e proprie.

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