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Europei di atletica, Howe speranza per l’Italia

Andrew Howe ha riscattato le delusioni azzurre della mattinata agli Europei di Atletica di Barcellona centrando la qualificazione alla finale di domenica del lungo con 8,15 al primo balzo.

A lui ora il compito di tenere alto il tricolore dopo il drammatico crollo di Alex Schwazer. Nella quarta giornata di gare, è andata bene alla Francia con l’astro nascente Christophe Lemaitre, 20 anni, che ha conquistando l’oro sui 200 bissando cosi, in 20:37:100, il successo di mercoledì  sui 100 metri.

Lemaitre ha superato sul filo di lana il britannico Christian Malcolm (20.38) e l’altro Francese Martial Mbandjock, già bronzo sui 100. E’ andata bene anche alla Russia che, con le sue ‘ragazze’, oggi ha fatto incetta di medaglie: cinque ori in tutto.

Howe, italiano nato a Los Angeles e campione europeo in carica, nel dopo gara ha promesso di fare ancora meglio nella finale. ”Oggi ero tranquillo – ha affermato – avevo sensazioni buone ed erano da un paio d’anni che non mi sentivo così, anche se qualche dolorino ancora lo avverto”.

Nei 400 metri donne Libani Grenot ha ha sfiorato il podio giungendo quarta e realizzando il primato stagionale con 50:43. Davanti tre russe: Tatyana Firova (49:89), Kseniya Ustalova (49:92 e Antonina Krivoshapka (50:10). Settima e’ giunta Marta Milani. ”Mi aspettavo almeno un bronzo – ha detto alla fine la Grenot – quando ho visto le russe superarmi mi sono contratta troppo, comunque questa è la strada giusta”.

Silvia Salis nel martello e Christian Obrist nei 1.500 sono settimi nelle rispettive finale. La genovese lancia il suo attrezzo a 68,85, quasi sette metri in meno della tedesca Betty Heidler (76.38). Nei 1.500, lo spagnolo Arturo Casado esce nel finale e supera il tedesco Schlangen e il connazionale Olmedo e vince in 3’42”74.Il tempo di Obrist è 3’43”91.

Nel lungo eliminati Emanuele Formichetti (7.91) e Stefano Tremigliozzi (7.80), mentre in mattinata Marzia Caravelli non è riuscita a superare le batterie nei 100 ostacoli. Giulia Arcioni era arrivata nelle semifinali dei 200 donne ma si è fermata lì, piazzandosi ottava nella sua batteria. Nei 400 uomini, Kevin Borlee regala la prima medaglia al Belgio vincendo con 45:08 mentre nei 110 a ostacoli si impone il favorito della vigilia, il britannico Andy Turner con 13:28. Negli 800 donne il titolo va alla russa Mariya Savinova (1’58”22) che già dominava l’Europa.

Nei 400 ostacoli donne è ancora una russa a conquistare l’oro: Natalya Antyukh vince con 52:92 e ottiene la migliore prestazione continentale dell’anno. Nell’asta donne, con 4,75 prevale un’altra russa, Svetlana Feofanova. Sorpresa nei 3.000 siepi donne: la favorita Marta Dominguez, la campionessa mondiale in carica, deve cedere alla grinta della russa Yuliya Zarudnevam, che la spunta in 9:17:57.

La giornata degli azzurri era inziata male con un flop eccellente come quello di Antonietta De Martino, che non è riuscita a raggiungere la finale nel salto in alto, e una prestazione sfortunata come quella di Alex Schwazer che, nella 50 km di marcia vinta dal francese Yohann Diniz, è stato costretto a mollare per un problema muscolare alla coscia.

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