“B Futura”: una piattaforma per sistemare gli stadi della Serie B

Pubblicato il 17 Ottobre 2012 9:25 | Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre 2012 9:30
Abodi e “B Futura” (LaPresse)

ROMA – Con la legge sugli stadi che stagna da tempo in Parlamento in attesa di approvazione, è ‘B Futura’ una piattaforma di sviluppo per la riqualificazione e lo sviluppo infrastrutturale – la risposta scelta dalla Lega di B all’annosa questione degli impianti italiani.

E l’iniziativa delle 22 società della serie cadetta, con il coinvolgimento di alcuni soggetti istituzionali come i Ministeri Infrastrutture e Trasporti, Sviluppo Economico e Ambiente, e’ stata presentata stamane presso l’aditorium Via Veneto di Roma.

”Questo non è un convegno, qua vogliamo realmente produrre degli effetti – ha assicurato il presidente della Lega di B, Andrea Abodi -. Parlare di futuro non e’ semplice, ma con ‘B Futura’ vogliamo sfidare il tempo e la congiuntura e cercare di aiutare le nostre 22 societa’, cercando di interpretarne le esigenze. Non vogliamo diffondere illusioni, ma mantenere la capicita’ di sognare”.

Anche se il confronto tra gli stadi italiani e quelli delle seconde divisioni degli altri paesi europei e’ piu’ da incubo.  L’eta’ media degli impianti della Serie B è di 57 anni (il piu’ vecchio e’ il Braglia di Modena con ben 66 anni), contro i 17 inglesi e addirittura i 7 anni di quelli tedeschi. E i loro spalti molto spesso sono vuoti per 2/3. Sei di queste strutture, inoltre, possono essere utilizzati in deroga perche’ con una capienza al di sotto dei 10mila spettatori.

Solo tre impianti su 22 hanno tutti i settori coperti; 13 hanno una pista di atletica (due sono velodromi) o spazi tra la tribuna e il campo.

”In 10 regioni italiane non possiamo far disputare le partite della Nazionale, tra gli stadi di Serie B, gli azzurri potrebbero giocare soltanto a Modena”, e’ l’ulteriore dato fornito dal presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete.

Ecco perche’ ‘B futura’ – realizzata con partner istituzionali come Unioncamere (per l’analisi del contesto territoriale), Anci (per la definizione dell’iter amministrativo), Ance (progettazione preliminare standard infrastrutture), Finmeccanica (elaborazione modello tecnoligicamente all’avanguardia) e l’Istituto per il credito sportivo (individuazione strumenti di finanziamento) e l’advisor dell’operazione Kpmg -, vuole invertire la rotta. In fondo, come ha riconosciuto Abodi, ”il calcio si vive allo stadio e abbiamo l’obbligo e il compito di organizzarlo al massimo livello”.

 ”Dobbiamo essere in grado di muoverci autonomamente”, ha ribadito Abete plaudendo l’iniziativa della Serie cadetta. Dal numero uno di via Allegri pero’ non manca una stoccata alla politica. ”Serve chiarezza sulla legge sugli stadi, ma io ci spero ancora – ha auspicato -. Mantenere questa sorta di limbo pero’ non e’ utile per nessuno. Se non ci sono le condizioni lo si dica subito in modo chiaro e con onesta’ intellettuale e pur rispettando la volonta’ del Parlamento, si mettera’ una pietra sopra e si andra’ avanti comunque”.

”E’ un progetto che parte dal basso, innovativo, concreto, condiviso da tanti partner di settori diversi; i Comuni italiani faranno la loro parte e appoggiano con convinzione il progetto”:

lo ha sottolineato Roberto Pella, assessore alle politiche sportive del Comune di Biella e delegato Anci allo Sport, durante la presentazione di ‘B Futura’, la piattaforma di sviluppo ideata dalla Lega calcio di serie B, alla quale possono accedere le 22 societa’ della Lega B, una vera e propria operazione di sistema che favorisce la riqualificazione e l’ammodernamento di stadi gia’ esistenti o la realizzazione di nuovi impianti.

L’obiettivo della piattaforma, che ha diversi partner al proprio fianco (da Unioncamere ad Anci, da Ance a Finmeccanica, dall’Istituto del Credito Sportivo per arrivare all’advisor Kpmg e che ha il supporto dei Ministeri per lo Sviluppo Economico, Infrastrutture e Ambiente) e’ quello di aiutare – ricorda l’Anci – le societa’ ad affrontare il problema infrastrutturale, attraverso l’elaborazione di un modello, che fornira’ certezze sul procedimento amministrativo, nel rapporto tra club e Enti locali, proponendo uno schema rispettoso dell’ambiente, tecnologicamente avanzato e fondato su un business plan sostenibile e in grado di essere finanziato da risorse private.

Pella ha ricordato come ”i Comuni italiani necessitino di strumenti attuativi piu’ efficienti per realizzare i progetti di ammodernamento di impianti sportivi. Aspettiamo da anni ormai la legge sugli stadi ferma in Parlamento – ha concluso – sperando che possa essere approvata prima che si concluda questa legislatura: gli stadi in Italia sono obsoleti, lontani anni luce da quelli che in molti Paesi europei sono all’avanguardia”.