Baggio vince il Premio della Pace: “Lo divido con gli alluvionati veneti”

Pubblicato il 9 Novembre 2010 19:00 | Ultimo aggiornamento: 9 Novembre 2010 19:10
roberto baggio

Roberto Baggio

Roberto Baggio ha vinto il “World Peace Award”. Il “Divin Codino”, che ha definito il premio “meglio del Pallone d’Oro”, ha detto che dividerà il riconoscimento con tutta la brava gente della mia terra ferita a morte”. Roberto Baggio riceverà il Premio della Pace a Hiroshima, assegnatogli da una giuria di Premi Nobel, ma la sua soddisfazione per il riconoscimento è offuscata dalla “calamità che ha colpito il Veneto”.

“Cari amici, fratelli e sorelle, di Caldogno e di tutto il Veneto – ha affermato l’ex campione di Caldogno (Vicenza) – parto alla volta del Giappone con l’anima in tormento. Da un lato la grande felicità provocata dal fatto di trovarmi in viaggio per andare a ricevere un riconoscimento mondiale che mi inorgoglisce molto di più di quello che fu il Pallone d’Oro. Essere stati indicati come ‘ambasciatori attivi’ per la Pace nel mondo e per la difesa dei diritti umani non ha eguali e rende risibile ogni altro successo personale e professionale. Eppure malgrado ciò, ecco la mia anima soffrire atrocemente per quel che Baggio Roberto, ovvero l’uomo di tutti i giorni ed ex ragazzo di campagna, deve lasciare seppure per breve tempo. Una terra, la mia, devastata da una natura che probabilmente si è ribellata alle tante e troppe mortificazioni ricevute da un’umanità se non colpevole almeno colpevolmente distratta. Il mio Veneto sommerso. La gente che soffre e che piange chi non ha più e per quel che gli è stato portato via”.

”E’ esattamente l’immagine che mi porto dentro – prosegue l’ex calciatore azzurro ora presidente del settore tecnico della Figc – e che mi spingerà a tornare al più presto per tentare, nel mio piccolo, di fare qualche cosa di utile per rendere possibilmente meno pesanti gli effetti di questa calamità. Io, nella pratica quotidiana di cittadino consapevole dei suoi diritti e dei suoi doveri, ho un’idea ben precisa rispetto alla regola fondamentale che dovrebbe guidare l’esistenza di ciascuno: la felicità del singolo non può e non deve mai passare attraverso l’infelicità altrui. Sicchè, per quel che può valere e per il momento, posso garantire che vi porto nel cuore e che dividerò il premio che mi verrà consegnato in Giappone con tutta la brava gente della mia terra ferita a morte”.

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