Barcellona, allarme Ousmane Dembélé: vita sregolata tra cibo spazzatura e videogame

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 novembre 2018 17:14 | Ultimo aggiornamento: 20 novembre 2018 17:14
Barcellona, allarme Ousmane Dembélé: vita sregolata tra cibo spazzatura e videogame

Barcellona, allarme Ousmane Dembélé: vita sregolata tra cibo spazzatura e videogame (Ansa)

BARCELLONA (SPAGNA) – In Catalogna è scattato l’allarme Ousmane Dembélé. Notti insonni passate davanti alla consolle, un allenamento saltato e la passione per lo junk food: scoppia il caso sulle abitudini del francese. È successo giovedì scorso.

A occhio non è la prima volta che Dembélé deraglia, solo che stavolta dal club hanno fatto due cose: soffiate alla stampa e castigo per il giocatore, che domenica 11 ha visto la sconfitta dei suoi contro il Betis dalla tribuna (dove è arrivato tardi).

Come scrive La Gazzetta dello Sport con Filippo Maria Ricci, dal Barça hanno chiamato il suo agente per cercare di ricondurre una situazione che sta andando fuori controllo. L’incontro è stato teso, tra accuse e minacce reciproche, voci internazionali di mercato che si rincorrono senza alcuna conferma e un panorama assai complesso perché Ousmane è costato 105 milioni più altri 40 in variabili, 30 dei quali già versati dal Barça al Borussia Dortmund che col francesino ha fatto una plusvalenza storica.

Come riassumeLa Gazzetta dello Sport con Filippo Maria Ricci, il milionario 21enne che si è lasciato male col Rennes e poi col Dortmund e ha da tempo una relazione tesa col Barça, ha una forte dipendenza da console, mangia da schifo ma quando il club gli ha messo alle costole un cuoco (francese) l’ha licenziato subito per irreversibili diatribe culinarie, fa una gran fatica con lo spagnolo, ha una soglia di attenzione più bassa dello score al Fifa di un giocatore del Lesotho, è circondato da una pletora di teenager che come lui vivono solo per giocare (alla tv): poca luce, cartoni della pizza inviata a domicilio come soprammobili, popcorn nel microonde, mano a forma di telecomando, scarse ore di sonno e mai di notte. Se Ronaldinho si è bruciato la carriera uscendo e bevendo, Dembélé e soci sono morigerati: non escono mai perché guai a sprecare ore di gioco.

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