Arkady Rotenberg dietro a Paparesta per il Bari. Black list e beni congelati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 settembre 2014 9:51 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2014 9:57
Arkadij Rotenberg dietro a Paparesta per il Bari. Black list e beni congelati

Arkadij Rotenberg dietro a Paparesta per il Bari. Black list e beni congelati

ROMA – Arkady Rotenberg dietro a Paparesta per il Bari. Black list e beni congelati. Gli hanno appena congelato tutti i beni italiani ad Arkady Rotenberg, case, proprietà, alberghi nell’ambito delle sanzioni europee contro la Russia per i fatti di Ucraina: fra questi, non c’è però nulla di riferibile all’investimento più clamoroso che insieme al fratello Boris fino all’estate sembrava imminente, l’ingresso a suon di rubli sonanti del Bari calcio a sostegno della cordata messa in piedi dall’ex arbitro Paparesta. Sfumato perché già alla presentazione dell’asta per l’acquisto della società reduce dalla bancarotta, i fratelli Rotenberg erano finiti nelle mirino dell’Europa che li aveva inseriti nella lista nera degli investitori.

Il congelamento dei beni intervenuto ieri comporta il “divieto di spostare, trasferire, alterare, utilizzare o gestire i beni o di accedere ad essi in modo da modificarne il volume, l’importo, la collocazione, la proprietà, il possesso, la natura e la destinazione o di introdurre altri cambiamenti tali da consentire l’uso dei fondi in questione, compresa la gestione di portafoglio”. I due fratelli tengono lo sport in massima considerazione e non solo per i grandi affari che possono generare. Magnati del gas (sono fra i principali fornitori di Gazprom) hanno ottenuto 7 miliardi di dollari di appalti alle recenti olimpiadi invernali di Sochi.

Boris è presidente della squadra di calcio Dinamo Mosca, Arkadij della corrispettiva squadra di hockey. E’ considerato un amico, uno dei fedelissimi (e per questo oggetto di sanzioni) di Putin, con cui si allena a judo di cui è un maestro. Durante i giorni dell’asta, i Rotenberg inviarono a Bari Konstantin Goloshchapov, direttore di Smp Bank, la banca di proprietà dei fratelli Rotenberg: più di un amico lo, presentò Paparesta, spiegando anche perché nel logo della maglia ci fosse un riferimento a San Nicola. L’emissario dei Rotenberg era un devoto e frequentatore assiduo della chiesa ortodossa di Bari.