Barletta ultimo, i calciatori si autosospendono lo stipendio e iniziano a vincere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Ottobre 2019 19:04 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2019 19:04
Barletta ultimo calciatori autosospendono stipendio tornano a vincere

L’Associazione Sportiva Dilettantistica Barletta 1922 partecipa al campionato di Eccellenza tra i dilettanti (nella foto, il suo stemma)

BARLETTA – Bella storia di calcio dai dilettanti. Il Barletta, club con un passato tra i professionisti, si è iscritto all’ultimo momento, e con tanti sacrifici, al campionato di Eccellenza con una squadra costruita in fretta e furia. Come scrive La Gazzetta dello Sport con Nicolò Delvecchio, il presidente Mario Dimiccoli è riuscito, anche grazie all’aiuto di alcuni imprenditori, ad iscrivere la squadra e ad allestire una formazione che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto almeno lottare per i playoff. 

Questo obiettivo si è rivelato quasi subito utopico. La squadra è partita malissimo fino a sprofondare all’ultimo posto in classifica. Così, come spiega La Gazzetta dello Sport con Nicolò Delvecchio, il 19 ottobre, i calciatori hanno preso una decisione: autosospendersi gli stipendi fino al raggiungimento di risultati “consoni alle aspettative”.

Il Barletta torna a vincere dopo che i calciatori si sono autosospesi lo stipendio. 

“Si sono messi una mano sulla coscienza – commenta il presidente Dimiccoli alla Gazzetta dello Sport – e hanno voluto così smentire alcune voci che circolavano nella piazza, secondo cui alcuni giocatori avrebbero già preso accordi con altre società. Ho apprezzato”.

I risultati si sono visti subito: nelle ultime due partite il Barletta ha conquistato sei punti (contro Deghi Calcio e Asd San Marco) e ha incominciato a risalire la china. Ma ora, quindi, gli stipendi sono ancora congelati? “Si”, dice il presidente, “la sospensione rimane. Ma sono sicuro che se vinciamo la prossima verranno a battere cassa”, continua ridendo. “Se sarà così, però, sarò ben felice di fare i bonifici a fine mese”.

E lo saranno sicuramente anche i giocatori. Che, forse, avevano bisogno di un po’ di pressione sulle proprie tasche per rendere al meglio (fonte: articolo di Nicolò Delvecchio per La Gazzetta dello Sport).