Ben Greenhalgh, dal reality all’Inter del Triplete: “Balotelli era un pazzo”

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 14 Dicembre 2019 17:35 | Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre 2019 17:35
Ben Greenhalgh, dal reality all'Inter del Triplete: "Balotelli era un pazzo"

Ben Greenhalgh ha parlato di Mario Balotelli nel corso di una intervista rilasciata in Inghilterra (foto Ansa)

MILANO – In pochi sanno che nell’anno del Triplete dell’Inter, giocava in nerazzurro anche Ben Greenhalgh, giocatore che venne acquistato dalla squadra di Milano dopo aver vinto il reality show inglese Football’s Next Star e nel 2010. Ben Greenhalgh rimase sei mesi a Milano senza mai riuscire a scendere in campo ma imparò molto da fuoriclasse come Zanetti, Maicon, Eto’o e Milito. Archiviata l’esperienza all’Inter, prima di tornare a giocare in Inghilterra nelle serie minori, ha ben figurato con la maglia del Como dove ha segnato otto gol in dodici partite. 

Nel corso di una recente intervista rilasciata a Kent Online, Greenhalgh ha raccontato qualche curiosità sulla sua esperienza all’Inter: “Tutti i calciatori rispettavano Mourinho. A Milano ha fatto grandi cose inculcando a tutti la sua mentalità vincente. A tutti meno che a Balotelli. Vi ricordate Barcellona-Inter? Aveva appena venti anni, eppure Mourinho lo fece entrare.

Per un calciatore di quell’età si trattava di una esperienza più unica che rara. Inoltre la squadra riuscì a passare il turno eppure Balotelli a fine partita era furioso. Sputò sulla maglia e la gettò a terra. Praticamente una follia. Ma non fu di certo l’unica. Una volta girò per Milano con la maglia dei rivali del Milan. E queste sono solamente due cose di tante…

Io dividevo la stanza con Destro, con Arnautovic e con altri giovani che si dividevano tra giovanili e prima squadra. Per la loro età, già guadagnavano tanto. Gli stranieri mandavano parte dei loro guadagni alla famiglia ma quasi tutti spendevano moltissimi in vestiti e grandi marche come Dolce & Gabbana. Milano vanta una lunga serie di caffè e locali alla moda. Io non ero abituato a tutto questo, rimasi impressionato…”.