Beppe Merlo è morto a 91 anni, ha inventato il rovescio a due mani nel tennis

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 18 Luglio 2019 9:53 | Ultimo aggiornamento: 18 Luglio 2019 9:54
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Djokovic con il rovescio a due mani alla Beppe Merlo. Foto EPA/Laurence Griffiths

ROMA – Beppe Merlo è morto a 91 anni, entrato nella storia del tennis per aver avviato una delle più durature rivoluzioni del gioco: il rovescio bimane. Due volte semifinalista a Parigi, due volte finalista a Roma e quattro volte tricolore negli Anni ’50, in quel decennio e nel successivo, insieme con Gardini, Sirola e Pietrangeli, portò in alto il nome dell’Italia.

Come scritto prima, fu tra i primi al mondo ad effettuare il rovescio a due mani, colpo grazie al quale costruì un gioco di grande efficacia, integrandolo con doti naturali di precisione, resistenza e recupero. I risultati e le sue caratteristiche tecniche, tuttavia, non gli evitarono di essere ferocemente criticato come “gracile dongiovanni della racchetta”, nelle vignette satiriche del magazine “Il Guerin Sportivo”. 

La classe di questo tennista emerge da questa definizione di Nicola Pietrangeli: “Beppe non rubò mai un punto su un campo da tennis. Andava addirittura contro il giudizio degli arbitri. Giocando con Remy, campione di Francia, sul Centrale di Roland Garros, al quinto set corresse il giudice di sedia e regalò il quindici che mandò il francese a servire per il match. Fino a quel momento aveva avuto tutto il pubblico contro. Quando Beppe vinse venne giù lo stadio”.

Beppe Merlo, i risultati ottenuti durante la sua carriera da tennista. 

Risultati nei tornei del Grande Slam. Merlo è arrivato per due anni consecutivi in semifinale al Roland Garros (nel 1955 e nel 1956). A Wimbledon, nel prestigioso torneo di tennis sull’erba inglese, è arrivato al massimo al quarto turno nel 1955. Agli US Open è arrivato al massimo al primo turno nel 1955. Nel doppio, è arrivato due volte al terzo turno del Roland Garros (nel 1951 e nel 1969) ed una volta al secondo turno a Wimbledon (nel 1953) (fonti Ansa e Wikipedia).