Bilanci Serie A 2010-11: Juventus davanti a Inter, Milan e Roma. Per il “rosso”

di Antonio Sansonetti
Pubblicato il 10 luglio 2012 18:51 | Ultimo aggiornamento: 10 luglio 2012 19:59
I bilanci dei 20 club di serie A 2011-12 (riferiti alla stagione precedente) pubblicati da Italia Oggi

I bilanci dei 20 club di serie A 2011-12 (riferiti alla stagione precedente) pubblicati da Italia Oggi. Clicca sull’immagine per ingrandirla

MILANO – La Juventus ha vinto lo scudetto 2010-11: non quello sul campo, ma quello del bilancio più in rosso. Dati pubblicati da Italia Oggi alla mano (vedi foto), con 95,5 milioni di differenza fra i 169 milioni di ricavi e i 264 di costi il club bianconero – un anno prima di essere “scudettato” sul campo – ha vinto la competizione a perdere che caratterizza il campionato italiano, uno dei più indebitati d’Europa.

Secondo il Report Calcio 2012 (leggi il pdf integrale), commissionato dalla Figc ad Arel e Pricewatercooper, la Serie A detiene un paio di record: il primo, ex aequo con la Premier League inglese, è quello del torneo che genera il maggiore valore di produzione: 2,47 miliardi di euro. Ma il secondo primato, che la Serie A detiene in assoluta solitudine, è l’enormità dei costi, 2,88 miliardi di euro. Per una differenza record produzione/costi di 410 milioni di euro e una perdita netta di 428 milioni, 80 milioni peggio del campionato precedente. Aumentano le perdite, aumenta l’indebitamento netto della serie A: 2,65 miliardi, +14% rispetto al 2009-10.

Davanti c’è la Juve, ma la squadra più costosa del 2010-11 è stata l’Inter di Massimo Moratti: 354,5 milioni di euro, per un risultato netto di -86,8 milioni, il secondo “rosso” della Serie A. Secondo come costi e terzo come perdite è il Milan di Silvio Berlusconi, che ha speso 341 milioni perdendone 67,3. Quarta per spese e quinta per “rosso” è la Roma non ancora americana dell’ultimo anno di gestione Sensi: 168,2 milioni di costi e -30,7 milioni alla chiusura del bilancio. Al quinto posto per spese si inserisce il Genoa di Enrico Preziosi, il quale nella stagione 2010-11 ha tirato fuori 126,9 milioni ma chiudendo con solo 67 mila euro di perdite grazie alle plusvalenze record (leggi cessioni di calciatori) di 62,1 milioni. Quarta per perdite è la Fiorentina dei fratelli Della Valle, che nel loro ultimo anno di impegno “vero” nella società hanno dovuto fronteggiare un passivo di 32,4 milioni, frutto di 116,8 milioni di spese e solo 84 di ricavi.

La squadra che ha speso di meno? Il Novara, 10,7 milioni. Però era in serie B. Fra quelle che nella stagione 2010-11 erano in serie A, il più attento alla borsa è stato il Lecce, che ha scucito “solo” 40,2 milioni, chiudendo con un mini passivo di 747 mila euro.

Soltanto sei società hanno chiuso l’anno con un attivo: Lazio (+9,9 milioni, spese 59,9 milioni, 18,5 mln incassati dalle cessioni e 51 dai diritti tv); Palermo (+7,7 milioni, spese 85,1 milioni, 41 mln incassati dalle cessioni e 34,5 dai diritti tv); Catania (+6,4 milioni, solo 45 di spese, ben 15,4 ricavati dal calciomercato e 26,8 dai diritti tv); Napoli (+4,2 milioni, 115,7 milioni di costi ammortizzati con 125 di ricavi fra 22 di incassi dello stadio, 27 di sponsor, 58,4 di diritti tv e 9,1 di calciomercato); Udinese (+2,9 milioni, grazie soprattutto ai 41,8 mln ricavati dalle cessioni che insieme a diritti e sponsor hanno tamponato i 76,3 mln di spese); Parma (+658 mila euro, con gli 84,3 milioni di spese pareggiati grazie ai 37 incassati dalle cessioni); Atalanta (+103 mila euro: spesi solo 19 milioni perché era in B, incassati ben 8,3 dal calciomercato).

E mentre i ricavi dei diritti televisivi pesano per il 55,6% sugli incassi complessivi delle società di A, ma sono destinati a diminuire dal 30 al 50% al prossimo rinnovo contrattuale, visti gli abbonamenti in calo sulla piattaforma Sky, il campionato italiano continua a soffrire di un’emorragia di spettatori e le leggi sempre più repressive per la sicurezza negli stadi non aiuta. Il 2010-11, anno di introduzione della tessera del tifoso, ha visto un’affluenza negli stadi di 8.945.763 spettatori, 222 mila in meno dei 9.167.870 del 2009-10 e 447 mila in meno dei 9.392.600 del 2008-09. Per una media/partita di 23.541 paganti, contro i 24.126 del 2009-10 e i 24.717 del 2008-09.

Nel resto d’Europa le cose vanno diversamente: in Inghilterra nella stagione 2010-11 sono andati allo stadio 13.411.720 spettatori, per una media partita di 35.294 paganti, +3,3% rispetto ai 34.151 dell’anno precedente. In Germania hanno affollato le tribune in 13.055.592 per una media di 42.665 a partita, +0,4% rispetto ai 42.500 del 2009-10. In Spagna gli spettatori sono in lievissimo calo: -0,2% confrontati con l’anno prima. Ma il totale di 10.723.790 paganti per una media di 28.221 a partita fa della Liga un campionato nettamente più seguito della serie A.