Boateng, giudice sportivo: “Milan ha sbagliato, ma non si punisce solidarietà”

Pubblicato il 15 Gennaio 2013 18:19 | Ultimo aggiornamento: 15 Gennaio 2013 18:23
I giocatori del Milan con la maglia contro il razzismo dopo l'amichevole sospesa (foto Ansa)

I giocatori del Milan con la maglia contro il razzismo dopo l’amichevole sospesa (foto Ansa)

MILANO –  Ha infranto le regole ma non è da punire: il giudice sportivo Giampaolo Tosel “salva” il Milan nonostante l’abbandono del campo durante l’amichevole con la Pro Patria causa fischi ai suoi giocatori di colore.

Per lo stesso episodio la Pro Patria, i cui tifosi avevano insultato soprattutto Kevin Prince Boateng, si sono visti chiudere il campo per una giornata. Il Milan viene invece archiviato. Scelta di buon senso ma che farà comunque discutere, se non altro perché presa, lo ammette lo stesso giudice sportivo, in contrasto con quanto previsto dalla normativa.

Una squadra, ricorda infatti il giudice sportivo,  non può abbandonare il campo se non su indicazione dell’arbitro, ma ” gli essenziali valori dello sport e la civile convivenza escludono che possa acquisire rilevanza disciplinare un gesto di solidarietà verso un uomo vittima di beceri insulti”. Tosel nel dispositivo di archiviazione relativo ai cori razzisti che hanno spinto Boateng e il Milan ad abbandonare il campo nell’amichevole con la Pro Patria, giocata il 3 gennaio scorso, ricorda però che “nel vigente ordinamento calcistico, nessuna norma prevede che una squadra  possa interrompere una gara ed  abbandonare il  recinto di gioco se non in conformità alle disposizioni impartite all’arbitro ovvero dall’autorità di Pubblica Sicurezza” . Il giudice della Lega Pro aveva invece sanzionato la Pro Patria con un turno a porte chiuse.