Bologna, Zanetti nomina Baraldi: gelo alla festa per la salvezza del club

Pubblicato il 23 Dicembre 2010 22:30 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2010 22:30

Massimo Zanetti e Gianni Morandi

La festa di una città per il nuovo Bologna preso per i capelli dal fallimento, appena rimesso in sesto con una ricapitalizzazione da 10 milioni e pronto a sperimentare l’innovativo modello societario brevettato da Giovanni Consorte, ha rischiato di incepparsi sulla prima mossa del nuovo presidente.

Massimo Zanetti, mister Segafredo, che avra’ il 40% della società controllante del club, ha infatti nominato come amministratore delegato e suo uomo di fiducia, Luca Baraldi, ex dirigente di Parma e Lazio, l’anno scorso per qualche mese a Bologna come dg.

Una scelta criticata da alcuni giornalisti presenti alla conferenza stampa per celebrare il salvataggio. Perché, inviso alla tifoseria, Baraldi sarebbe anche malvisto da una parte dei giocatori, per screzi della stagione passata. Alcuni addirittura, per questo motivo, si vocifera che potrebbero non ritirare la messa in mora. Tanto si è accesa la tensione che ad un certo punto Zanetti è sbottato: ”Se a suo tempo è stata concessa fiducia a Porcedda (il presidente uscente che non ha mai pagato gli stipendi, ndr) e ai suoi uomini, ora concedetene un po” anche a me e a Baraldi”. Cosi’ da un lato c’e’ stata la promessa di un’era di ”tranquillita’, senza follie”, fatta dal nuovo presidente e di una ”programmazione”, fatta dall’ad.

Poi la presentazione dell’ ”interessante modellino”, per certi versi rivoluzionario per una societa’ calcistica, studiato dall’ex numero uno Unipol. Con una controllante, Bologna 2010, che deterrà il 75% del Bologna Calcio, di cui Zanetti, appunto, avrà la maggioranza e che ha investito per la ricapitalizzazione. E il resto che sara’ diviso tra una quindicina di imprenditori. Circa il 25%, sarà  invece affidato a quattro associazioni: commercianti, artigiani, professionisti e tifosi. Di questi, presidente sara’ Maurizio Cevenini, ‘sindaco dello stadio’, ritiratosi dalle primarie a sindaco per motivi di salute. Saranno volontarie e l’obiettivo, ha detto Consorte, e’ di ”raccogliere un milione ad associazione”.

Dall’altro, l’esplosione della questione che ha portato il nuovo ad a voler mettere in chiaro le cose. Baraldi ha detto di essere pronto a fare un passo indietro, ”se ritenessi che la mia permanenza a Bologna fosse una condizione negativa per la squadra”. E di voler ricucire i rapporti con la squadra, oltre ad ”avere un confronto con i tifosi, se ci sarà l’occasione”. Zanetti (che, pur essendo trevigiano, si innamorò del Bologna quando da ragazzino conobbe il mitico Ezio Pascutti) ha spiegato di essersi affidato a lui, ”per la sua grande esperienza di uomo di calcio”.

I calciatori ”sono dipendenti di una società, e gli organi societari devono gestirla”. Si e’ detto poi convinto che ”le cose si risolveranno e sono solo due o tre quelli che hanno qualche problema”. Mentre Consorte ha puntato sull’importanza di ”fare festa”. E ha rivelato che fino all’ultimo, ”un’ora e mezza fa” – ha detto quando erano le 18.30, ”mancava una firma di Porcedda” che poteva far saltare tutto e far fallire il Bologna. A ristabilire il clima ci ha provato anche Gianni Morandi, appena nominato presidente onorario, seduto al tavolo con Zanetti, Consorte e Baraldi.

”Siamo salvi, aspettiamo il Natale, non abbiamo bisogno di polemiche. Ora possiamo avere un futuro. Il segnale dato da Bologna e’ di buon auspicio”, ha detto il cantante, che entrera’ in societa’ con una quota. Sempre a testimonianza del desiderio di coinvolgere la città erano presenti in prima fila suoi colleghi e concittadini: Lucio Dalla, Paolo Mengoli, Cesare Cremonini e Andrea Mingardi, che ha lanciato l’idea di ”un grande concerto allo stadio Dall’Ara per festeggiare la salvezza”.