Brasile 2014, stadio di Curitiba ancora un cantiere. Città rischia il Mondiale

di Leonardo Cioni (Ansa)
Pubblicato il 22 gennaio 2014 6:44 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2014 20:50
Brasile 2014, lo stadio di Curitiba ancora un cantiere. Città rischia il Mondiale

Il cantiere di Curitiba (foto Ansa)

(ANSA) – RIO DE JANEIRO – Si riaffaccia lo spettro dei ritardi, sulla Coppa del mondo di calcio in Brasile, che si disputerà dal 12 giugno al 13 luglio prossimi. Il principale spauracchio, stavolta, è rappresentato dallo stadio di Curitiba: i lavori sono così a rilento che l’impianto a questo punto rischia l’esclusione dalla lista delle 12 sedi mondiali. La decisione finale sarà presa a febbraio.

A gettare l’allarme è stato ancora una volta il segretario generale della Fifa, Jerome Valcke, che oggi ha compiuto un sopralluogo sul posto e si è detto ”molto preoccupato”. ”La questione è delicata, cerchiamo di essere franchi e diretti. La situazione attuale dello stadio non è di nostro gradimento. Non è solo molto in ritardo sui tempi, ma è anche lontano da qualsiasi cronogramma di consegna accettabile per l’uso in una Coppa del mondo”, ha dichiarato il dirigente, che adesso attende ”soluzioni urgenti”.

Valcke stavolta non ha parlato di scadenze, ma ha precisato che tra circa un mese dovrà essere presa una decisione definitiva, che potrebbe comprendere l’esclusione di Curitiba dalle città sede del torneo.

”Il 18 febbraio le nazionali si riuniranno a Florianopolis. In quella data, Comitato organizzatore locale, Fifa e governo di Curitiba dovranno decidere se la città sarà davvero pronta a ricevere la Coppa”,

ha concluso il numero due della Federcalcio internazionale. Con il 90% delle opere terminate, l’Arena da Baixada di Curitiba è lo stadio che soffre i maggiori ritardi tra i 12 impianti mondiali, di cui appena sei sono stati consegnati entro i termini previsti dalla Fifa, fissati al 31 dicembre scorso. Per Valcke, la situazione di Curitiba è addirittura più grave di quella vista anche ieri allo stadio Itaquerao di San Paolo, che ha subito un forte rallentamento nei cantieri dopo il crollo di una gru, avvenuto il 27 novembre scorso.

”Non possiamo organizzare partite senza stadio. E’ una situazione di emergenza”, ha sottolineato il rappresentante Fifa. ”Non pretendiamo di avere lo stadio pronto già il 18 febbraio (quando sarà compiuto un nuovo sopralluogo, ndr), ma vogliamo almeno vedere un reale progresso”, ha continuato. ”Anche perché – ha concluso Valcke – molta gente si aspetta di venire qui, compresa la Spagna campione del mondo”. Così ora torna in ballo anche la sede del ritiro della ‘Furie rosse’.