Giampaolo: “Brescia sapeva. Nessuna fuga e non mi piego agli ultrà”

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2013 19:07 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2013 19:08
Giampaolo: "Brescia sapeva. Nessuna fuga e non mi piego agli ultrà" (Ansa)

Giampaolo: “Brescia sapeva. Nessuna fuga e non mi piego agli ultrà” (Ansa)

BRESCIA – Marco Giampaolo, ex allenatore del Brescia, è stato intervistato dalla ‘Gazzetta dello Sport’ dopo il suo addio burrascoso alle ‘Rondinelle’.

“Patti violati: avevo già dato le dimissioni, ero a casa. Sono stato zitto per non creare altri guai alla squadra, hanno manipolato il mio silenzio.

Io devo rendere conto solo al presidente: in Italia ci sono brutte abitudini. Ero arrivato con entusiasmo: i problemi cominciati col caso Gallo. 

Lo so, a Brescia la mia carriera doveva ripartire e invece con quest’epilogo per me sarà ancora tutto più difficile. Ma c’è un concetto che per me non ammette deroghe.

E’ la dignità. Viene prima di tutto. Un uomo è tale se si riconosce nei suoi principi. Andare a colloquio per rendere conto ai tifosi è stato umiliante. Non è accettabile per un professionista e la società avrebbe dovuto tutelarmi”

“Io avevo comunicato domenica alla società la mia decisione di dimettermi, non sono sparito nel nulla”

“Forse speravano che ci ripensassi, che le mie dimissioni fossero lo sfogo di un momento. Io invece non ho avuto cedimenti. Quando le posizioni diventano inconciliabili, meglio dividersi”.

“Perché nei colloqui avvenuti prima che firmassi il contratto, si era parlato di un progetto, da realizzare in due anni. Si volevano costruire fondamenta solide per puntare in alto. Cominciata la stagione, qualcosa però è cambiato. La società ha alzato il tiro, parlando di promozione: non era nei patti”.