Buffon parla del gol in rovesciata di Cristiano Ronaldo: “Pensai, guarda questo figlio di p…”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Ottobre 2019 17:24 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2019 17:24
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Il gol in rovesciata di Cristiano Ronaldo a Buffon durante un ormai famoso Juventus Real Madrid (foto Ansa)

TRENTO – Show di Gigi Buffon al Festival dello Sport a Trento. Durante la manifestazione organizzata dalla Gazzetta dello Sport, Buffon ha rilasciato delle dichiarazioni su Cristiano Ronaldo, Carlo Ancelotti e Antonio Conte. Le sue parole sono riportate dal sito internet di Sky Sport. 

 “Partiamo da Cristiano Ronaldo. Dopo quella rovesciata, gli chiesi in campo quanti anni avesse e sorridendo rispose: ‘33, non male vero?’. Pensai: ‘Guarda questo figlio di…’. Se non li puoi combattere, unisciti a loro. A proposito di fenomeni, ecco perché accettai il PSG. Se non stai con i migliori, fai fatica a capire cosa vuol dire essere un campione. Poi ho scoperto un ragazzo, Cristiano, veramente a modo. Se dovesse vincere il pallone d’oro (e glielo auguro di cuore), significherebbe che la Juve avrebbe allo stesso modo vinto qualcosa di importante, sarebbe anche ora”

 “Sono stato allenato da tanti grandi allenatori ma Carlo Ancelotti è stato l’allenatore al quale devo di più, se Scala ebbe l’idea pazza di farmi esordire, Carlo la fece anche più grossa: scalzai Bucci, amico e portiere della Nazionale, e dopo cinque o sei gare diventai il titolare di quella squadra. Un fardello sulle spalle, ma lì iniziò davvero la mia carriera. Il preparatore dei portieri, William Vecchi, disse: ‘Mi raccomando non essere ottimista, perché saresti un perdente. Sono sicuro che non ci tradirai'”.

“Voglio un bene dell’anima ad Antonio Conte. Non è stato solamente il mio allenatore. È stato mio compagno di squadra prima, il mio capitano, il mio allenatore alla Juve e in Nazionale. Conosco la persona e il professionista e nella vita non potrei mai muovere qualche colpa. Ha un grado di professionalità e correttezza nei confronti del gruppo e una capacità di insegnare calcio incredibili. Non dorme la notte se la sua squadra non riesce a esprimere ciò che chiede. Capisco i tifosi bianconeri che ci rimangono male, ma bisogna partire dal presupposto che uno come Antonio va stimato perché per la Juventus ha dato tutto con la massima convinzione, ottenendo risultati” (fonti La Gazzetta dello Sport e Sky Sport).