Buffon si racconta: dalla pipì sull’auto della polizia al “boia chi molla”…

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 15 Ottobre 2019 16:21 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2019 16:21
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Buffon nella foto Ansa

TORINO – Gigi Buffon, oggi 41enne, si racconta attraverso una lettera immaginaria al se stesso 17enne pubblicata da “The Players Tribune”. In questa lettera, Buffon svela alcuni aneddoti: dalla pipì sull’auto della polizia, al  “boia chi molla“. Dalla depressione, superata grazie all’affetto dei suoi cari, alla gloria, i trofei vinti con la Juventus e la Coppa del Mondo con la Nazionale. Le sue dichiarazioni sono riportate dalla Gazzetta dello Sport.

“Dovresti essere a letto, a bere latte caldo. Ma che fai? Vai in un locale a bere una birra con il tuo amico della Primavera. Bevi una sola birra, vero? Ma poi esageri un po’. Pensi di essere il personaggio di un film. L’uomo forte. È così che abitualmente gestisci la pressione che non sai neanche di provare. Tra poco sarai fuori dalla discoteca a discutere con i poliziotti all’una di notte. Vai a casa, dai. Vai a dormire. E ti prego, non fare pipì sulla ruota della macchina della polizia. I poliziotti non lo troveranno divertente, la società non lo troverà divertente e rischierai di compromettere tutto ciò per cui hai lavorato”.

 “Perché quando sei un giovane giocatore del Parma farai qualcosa d’ignorante che ti segnerà. Prima di una partita importante, vorrai fare un grande gesto per dimostrare ai compagni e ai tifosi che sei un leader, che hai coraggio, che hai grande personalità. 

Quindi scriverai un messaggio sulla maglia che vedesti una volta scritto sul banco di scuola. “Scriverai ‘Boia chi molla’”. Pensi che sia solo un modo per suonare la carica. Non sai che è uno slogan fascista. Questo è uno degli errori che provocheranno tanto dolore alla tua famiglia. Ma gli sbagli sono importanti perché ti ricordano che sei umano. Ti ricorderanno in continuazione che non sai un c…., amico mio. Questo è importante perché il mondo del calcio cercherà di convincerti che sei speciale. Ma devi ricordarti che non sei diverso dal barista o dall’elettricista di cui sei amico da una vita”.