Buffon: “Sarri-Juventus è un’altra storia. Non toccate la stella di Conte”

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 16 Giugno 2019 17:57 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2019 17:57
Buffon: "Sarri-Juventus è un'altra storia. Non toccate la stella di Conte"

Buffon: “Sarri-Juventus è un’altra storia. Non toccate la stella di Conte” (ANSA/AP Photo/Martin Meissner)

TORINO – Buffon è stato intervistato in esclusiva da Ivan Zazzaroni per Il Corriere dello Sport. L’ex portiere della Juventus ha commentato l’approdo di Sarri sulla panchina bianconera e la contestazione dei tifosi della Juve nei confronti di Antonio Conte, “colpevole” di aver scelto i rivali di sempre dell’Inter.

Buffon ha attaccato duramente i tifosi della Juve che chiedono alla società di togliere la stella dedicata a Conte nello Stadium. Secondo Buffon, Conte ha dato tutto se stesso per la Juve e la sua professionalità non va messa in discussione. Secondo l’ex portiere bianconero, Sarri e Conte non possono essere paragonati perché l’allenatore dell’Inter ha difeso i colori bianconeri per quindici, lunghissimi, anni mentre Sarri è stato il tecnico del Napoli per molto meno tempo. 

Ecco le dichiarazioni rilasciate dal portiere del Psg nel corso dell’intervista rilasciata ad Ivan Zazzaroni per Il Corriere dello Sport. 

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“Leggere in due o tre occasioni che qualche tifoso juventino aveva chiesto di togliere la stella di Conte dopo il suo passaggio all’Inter. Mi sento dentro il mondo Juve, conosco bene i dirigenti, i giocatori, i tifosi e so cosa ha dato e ha rappresentato Antonio. Per la Juve si è speso fino all’ultima goccia di sudore, mettendo tutto se stesso, da giocatore non si è mai risparmiato per il bene della squadra.

Da allenatore se l’è caricata sulle spalle e l’ha trascinata al successo con una lucidità totale e senza soluzione di continuità. Tre stagioni piene e nessun calo di attenzione e tensione. Ho un rapporto di grande stima e confidenza con Antonio, quando ci incontriamo respiriamo immediatamente fiducia, intimità, rispetto reciproco. E lui è un uomo tendenzialmente diffidente.

Le scelte professionali, anche se spiazzanti, non possono sporcare un passato intenso come il suo. Lui non ha mai tradito, non è il tipo che bacia la maglia, aderisce pubblicamente al progetto e poi alimenta i conflitti nello spogliatoio o in società. Considero il suo ritorno importante per tutto il sistema, così come quelli di Maldini, Boban, Sarri».

«Vogliamo paragonare i quindici anni di Conte alla Juve con i tre di Sarri al Napoli?». «Ho toccato con mano la competenza del presidente, di Fabio e Pavel. Chi segue sempre gli stessi percorsi raggiunge sempre gli stessi traguardi e la Juve che cerca la Champions ha voluto tentare la strada della discontinuità, partendo dal presupposto che la squadra è difficilmente migliorabile. Sarri non è rivoluzione, né scommessa. È un percorso inedito, un’altra storia».