Buffon: “Vorrei giocare ancora, ma solo alla Juve. Futuro? Mi vedo ct”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 gennaio 2018 10:02 | Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2018 10:02
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Gigi Buffon (Ansa)

ROMA – Gigi Buffon torna tra i pali della Juventus dopo il lungo stop per infortunio e un po’ a sorpresa ammette di voler continuare a giocare almeno per un’altra stagione.

“Incontrerò presto il presidente Agnelli. Voglio capire che tipo di vestito posso indossare, se la Juventus pensa che io possa essere ancora importante. Mi piacerebbe, ma la soluzione migliore va trovata con la società. Certo è che non voglio diventare un problema né per la Juve né per i miei compagni”, dichiara Buffon in un’intervista esclusiva concessa a ‘La Repubblica‘.

Buffon, che domenica 28 gennaio compirà 40 anni, rassicura Szczesny: “Ho sempre dato spazio agli altri. È un grande portiere e se dovessimo vincere il campionato gran parte del merito sarà suo. Come suo sarà il futuro”.

Futuro che in ogni caso per Buffon resta bianconero: “Se Agnelli dovesse dire di no? O la Juventus o nulla. Mi sento come mi sentivo sei, sette anni fa. Non voglio passare per un vecchiaccio che mente persino a sé stesso per aggrapparsi con le unghie e i denti al suo monumento e alla pagnotta”.

Il numero 1 però spiega: “Nella vita nulla accade per caso. La sosta mi ha fatto bene, mi ha inviato un messaggio chiaro, mi ha costretto a pensare. Oggi sento dentro di me un desiderio di competere anomalo per la mia età”.

Sulla possibilità di intraprendere una carriera da allenatore, il capitano della Juve ammette: “Io in panchina? Se succederà non sarò l’allenatore di un club. Vorrei prendermi il lusso della noia. Un incarico da Ct non mi dispiacerebbe. È un impegno stimolante, con una responsabilità istituzionale e educativa. Rappresenti un Paese intero. Unisci, non dividi”.

 

Infine Buffon torna sulle lacrime dopo Italia-Svezia: “E’ stata la conseguenza di una grande responsabilità sportiva nei confronti dell’intero Paese e la reazione di un uomo che a quarant’anni avverte le emozioni in maniera più profonda rispetto a quando ne aveva venti”.