Festa Scudetto a San Siro: Milan-Cagliari 4-1 con doppietta di Robinho

Pubblicato il 14 maggio 2011 22:43 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2012 14:51

MILANO- Milan-Cagliari 4-1 Gol: Robson Robinho 22′ e 36′ (M) Gennaro Gattuso 23′ (M) Andrea Cossu 40′ (C) Clarence Seedorf 75′ (M).

Sul ‘carro dei vincitori’ avrebbe desiderato salirci gia’ nel pomeriggio per la festa dello scudetto al Milan, come se in questo modo potesse gustarsi un ben augurante preludio della agognata vittoria alle amministrative; ma Silvio Berlusconi ha resistito alla tentazione di sfilare con il ‘pullman rossonero’ per le strade di Milano concentrandosi sul tradizionale ‘bagno di folla’ soltanto la sera a San Siro. Il giorno prima di un voto che lui stesso ha definito di ”valenza politica nazionale”, il Cavaliere e’ tornato a Milano per i festeggiamenti della sua squadra al Meazza, quello stadio che piu’ di una volta ha chiesto che gli venga intitolato per ”tutti i titoli che ha vinto”. Forse e’ soltanto un gesto scaramantico o piu’ probabilmente frutto del consiglio di qualche collaboratore di evitare critiche per una eventuale violazione del periodo di silenzio elettorale, fatto sta che il Cavaliere ha deciso di non raggiungere nel pomeriggio i supporter del Milan in piazza Duomo. Chi lo ha sentito spiega che, se fosse stato per lui, Berlusconi avrebbe voluto azzardare un giro tra la gente in pieno giorno, ma l’insistenza di chi si occupa della sua sicurezza lo avrebbe poi fatto desistere. In quella stessa piazza, d’altronde, al termine di un comizio nel dicembre 2009, fu colpito in pieno volto dal lancio di una statuetta. Tutti motivi che avrebbero spinto il premier a desistere, malgrado il suo ben noto ‘amore’ per i bagni di folla e l’interesse politico di sostenere fino all’ultimo la candidatura di Letizia Moratti a sindaco di Milano. Sulla base degli ultimi e ormai sorpassatissimi sondaggi disponibili prima dello stop, anche poche migliaia di voti potrebbero essere determinanti per permettere alla candidata del Pdl di superare la soglia del 50% e cosi’ evitare il ballottaggio. Il presidente del Consiglio, ottimista per natura, si dice fiducioso sulla vittoria della Moratti. E si gioca ben piu’ della poltrona di sindaco di Milano. Sia perche’ il capoluogo meneghino e’ storicamente la roccaforte di Berlusconi, sia perche’ la Lega Nord ha fatto intendere che giudicherebbe la necessita’ del ballottaggio come una sconfitta. ”Berlusconi si e’ presentato come capolista, ci ha messo la faccia”, ha detto nei giorni scorsi Umberto Bossi che in Lombardia gioca una partita parallela a quella dell’alleato di governo. Anche per questo Berlusconi si e’ speso molto ed in prima persona in campagna elettorale. Al punto che tra i tifosi del Milan girava voce che il premier sarebbe potuto arrivare per un saluto nel pomeriggio in piazza in modo da unirsi alla festa ed arringare il ‘popolo rossonero’. Qualcuno era arrivato ad evocare la ‘svolta del predellino’ in piazza San Babila, a due passi dal duomo, quando a sorpresa Berlusconi annuncio’ la nascita del Pdl.

Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e’ arrivato allo stadio Meazza per assistere al’ultima partita casalinga del suo Milan, al termine della quale ci sara’ la premiazione ufficiale per lo scudetto rossonero numero 18.

Altro che Giuliano Pisapia o Letizia Moratti, c’e’ chi a Palazzo Marino vorrebbe Rino Gattuso. Nel giorno di silenzio prima del voto, l’unico manifesto elettorale, alla festa in piazza Duomo per la vittoria del Milan in campionato, era dedicato al centrocampista rossonero. Anzi, in realta’ sono stati due i manifesti dedicati a lui: ‘Arbizzate rossonera Gattuso sindaco’ e un piu” sintetico ‘Gattuso sindaco’ che Antonio Cassano ha preso dalle mani dei tifosi e ha mostrato dal pullman scoperto con cui dalla sede della squadra, in via Turati, i giocatori sono arrivati in piazza Duomo fra due ali di folla festante. ”Se potessi voterei per lui” ha detto Alex Ziveri, il ventenne milanese che ha fatto lo striscione. Anzi, anche fra Berlusconi e il giocatore sceglierebbe Gattuso. Fra i tifosi, il manifesto ha suscitato entusiasmo tanto che su facebook e’ gia nata la pagina Gattuso sindaco, alla faccia dei candidati alle prossime comunali di Milano. In realta’, un po’ di politica in piazza c’era, se non altro a festeggiare. Sul pullman scoperto di Radio Italia a fianco di quello dei giocatori c’era, ad esempio, Roberto Lassini, il candidato del Pdl alle comunali indagato per i manifesti anti-pm che poi e’ andato allo stadio. ”Sono un appassionato di calcio, sono qui con un amico”, ha spiegato sottolineando che non e’ stato Berlusconi a invitarlo. Sulla terrazza a fianco di Galleria Vittorio Emanuele, sotto la scritta per i 18 campionati vinti dal Milan c’era l’assessore comunale all’Arredo Urbano Maurizio Cadeo, con indosso la maglia rossonera. Fra i tifosi, Tiziana Maiolo, presidente dell’associazione ‘Dalla parte della democrazia’ di Lassini. ”Io sono milanista dalla nascita – ha raccontato Maiolo – e questa volta Berlusconi non c’entra nulla. Il presidente della squadra che ha vinto piu’ titoli al mondo e’ giusto che sia orgoglioso, che c’entra il silenzio elettorale? L’importante e’ che oggi non faccia comizi”. Berlusconi, in piazza, non si e’ visto. Nessuno ha fatto un intervento e sul maxischermo allestito vicino alla statua equestre di Vittorio Emanuele II sono apparse le immagini dei giocatori in festa, ma anche quelle di repertorio. Intanto i tifosi hanno sventolato le bandiere, i cartelli (anche uno con scritto ‘Barbara ci siamo anche noi’ rivolto alla figlia di Berlusconi e al suo legame con Pato) e scandivano slogan per ringraziare i giocatori (dall’euforico Cassano allo ‘storico’ Pippo Inzaghi) e per dileggiare la squadra dell’Inter, soprattutto Eto’o che abita vicino alla sede del Milan. Cosi’ oltre all’ormai classico ‘Leonardo, uomo di merda’, e’ arrivato piu’ volte anche lo slogan ”Eto’o, Eto’o ti ho visto vendere le rose nel metro” e un ‘Chi non salta interista e” sulle note di Bella ciao. Adesso l’obiettivo dei tifosi, piu’ che vincere le elezioni amministrative, e’ quello di vincere la Champions. ”Era ora di vincere lo scudetto – ha commentato Jacopo, 22enne di Segrate -. Silvio quando e’ sotto elezioni si impegna sul mercato”. ”Speriamo che la vittoria non influenzi le elezioni – hanno commentato Monica e Roberto – ma tutto fa brodo. Non a caso il Comune ha messo il maxischermo”. Nessuno pero’ ha voglia di buttarla in politica. ”Sono qua per festeggiare il Milan – ha concluso il cinquantenne Andrea – e non mi vergogno a dire che voto centrosinistra. Se questa fosse una iniziativa politica la meta’ del popolo rossonero sarebbe rimasta a casa”.

L’inizio della partita tra Milan e Cagliari e’ stato salutato dai tifosi rossoneri con alcuni striscioni esposti in curva sud nello stadio Meazza: ”Campioni senza intercettazioni”, recita uno di questi. Spettacolare poi la coreografia, con un enorme ‘Diciotto’ tricolore in curva e uno scudetto posizionato nell’anello inferiore della curva sud. ”C’e’ chi li vince sul campo in modo leale e chi li vince piangendo in tribunale”, e’ un altro striscione, la cui prima meta’ e’ scritta in rossonero e l’altra meta’ in nerazzurro, prendendo chiaramente di mira le vittorie interiste.

E’ lontano dai campi di calcio dal 10 novembre dello scorso anno, quando s’infortuno’ al ginocchio sinistro durante la partita vinta a San Siro 3-1 contro il Palermo. Oggi Allegri gli ha dato spazio durante la sfida contro il Cagliari: per Pippo Inzaghi, entrato al trentasettesimo del secondo tempo, e’ ovazione da parte di tutto lo stadio. I tifosi rossoneri hanno intonato cori per l’attaccante durante il suo riscaldamento a bordocampo, iniziato intorno al ventesimo della ripresa. Tutti i presenti sono poi scattati in piedi ad applaudire l’ingresso dell’attaccante, che ha preso il posto di Pato.

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