Calabria si scusa su Instagram per la festa dopo Atalanta-Milan 5-0

di Andrea Pelagatti
Pubblicato il 23 Dicembre 2019 22:14 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2019 22:14
Calabria si scusa su Instagram per la festa dopo Atalanta-Milan 5-0

Calabria si scusa su Instagram per la festa dopo Atalanta-Milan 5-0

MILANO – La furia dei tifosi del Milan si è abbattuta sui calciatori che hanno postato cose sui social dopo l’umiliante sconfitta per cinque a zero rimediata contro l’Atalanta. I supporters rossoneri hanno attaccato pesantemente Leao, che fumava e beveva in discoteca, Calabria, che stava festeggiando il compleanno con gli amici, e Kessie, che aveva messo “like” al post dove il Papu esultava per il successo sul Milan. Mentre Leao e Kessie non hanno ancora preso posizioni ufficiali, Calabria ha postato un lungo messaggio su Instagram dove chiariva la sua posizione sull’accaduto. Riportiamolo di seguito. 

“Non pensavo di dovermi trovare qui a ‘spiegare’ ciò che è successo, ma visto il clamore inutile creatosi penso sia giusto dire due parole. Mi assumo tutta la responsabilità e chiedo scusa a chi si è sentito offeso indirettamente, ma non era mia intenzione. La festa è stata organizzata molto tempo fa. Il mio compleanno è il 6 dicembre ma ho deciso di organizzarla proprio il 22 appositamente quando iniziavano i giorni di ferie per non compromettere gli allenamenti (visto che qualcuno ha parlato di non professionismo).

Nessuno poteva prevedere una tale sconfitta. Al di là del calciatore sono un essere umano come tutti voi, e scommetto e so che chiunque, anche se ha momenti brutti lavorativamente parlando, ha voglia di staccare la spina e cercare di divertirsi coi propri amici e parenti per tirarsi su di morale. Mi stavo divertendo perché era la mia festa di compleanno, oltretutto non mi capita quasi mai di passare una sera tutti insieme così. avrei forse dovuto rimanere in un angolo a rimuginare?

Non credo sia la cosa giusta da fare, e chi lavora in questo mondo lo sa, ma al di la di quel che comunica il video, della felicità e del divertimento, nessuno può sapere talmente cosa si provi realmente dentro quando una società così importante sta avendo duri colpi, quindi cerchiamo di essere tutti ragionevoli e ematici.

La vita da calciatore è una cosa, quella privata è un’altra, è mia ed è personale. Voglio sottolineare infine, visto che qualcuno è riuscito a tirare in mezzo l’attaccamento alla maglia, uno più milanista di me, col sangue rossonero come il mio, che ha passato così tanti anni in questa grande famiglia, è difficile trovarlo.
Grazie, Davide”.