Calciatore armeno non può trasferirsi in Grecia perché deve andare in guerra contro l’Azerbaigian

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Ottobre 2020 9:14 | Ultimo aggiornamento: 2 Ottobre 2020 9:15
Grecia, salta il trasferimento di un calciatore armeno per il conflitto con l'Azerbaigian: deve andare guerra

Grecia, salta il trasferimento di un calciatore armeno per il conflitto con l’Azerbaigian: deve andare in guerra (foto Ansa)

Il trasferimento di un calciatore armeno in Grecia è saltato perché è stato arruolato e  dovrà andare a combattere  contro l’ Azerbaigian.

Varazdat Haroyan è stato protagonista della più incredibile trattativa di calciomercato: il trasferimento del calciatore armeno in Grecia è saltato perché dovrà andare a combattere la guerra contro l’Azerbaigian.

Il comunicato del Larissa è riportato da “ilposticipo.it”.

“Pochi minuti fa il manager del calciatore della nazionale armena Haroyan ci ha informato che il trasferimento del giocatore al Larissa è saltato, almeno per questa finestra di mercato, perché il calciatore come tutti i cittadini armeni fino ai 40 anni è stato reclutato ed è già sul campo di battaglia”.  

Poco dopo, il portale, ha anche pubblicato la conferma dell’agente del calciatore. 

“Ora è ufficialmente guerra, quindi Haroyan non può venire in Europa. Mi dispiace, ma sono tempi difficili per l’Armenia, visto che la Turchia sta dando sostegno e soldati all’Azerbaijan.

Non sappiamo cosa ci riserverà il futuro. Grazie per la vostra collaborazione, speriamo che questo conflitto finisca presto e che tutto torni a posto”.

Il messaggio del calciatore armeno della Roma Mkhitaryan. 

“Questa mattina mi sono svegliato apprendendo dell’attacco su larga scala dell’esercito azero. 

Nel mirino c’è la popolazione civile a Stepanakert e nelle aree circostanti – ha scritto sul suo profilo Twitter a proposito della tensione nel Caucaso Armenia a Azerbaigian, dopo che l’esercito azero ha bombardato le forze indipendentiste armene -. 

Abbiamo il diritto inalienabile di vivere nella nostra patria senza una minaccia esistenziale. I nostri figli hanno il diritto di vivere in pace piuttosto che nascondersi nei rifugi.

Sono sempre al fianco della mia nazione. Chiedo alla comunità internazionale di intervenire con urgenza e aiutare a fermare le azioni militari contro la pace e la sicurezza regionali”.