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Calcio, l’Ancona fallisce: non potrà giocare nemmeno in Seconda Divisione

Nulla di fatto per l’iscrizione dell’Ac Ancona al campionato di Seconda Divisione, dopo che il consiglio federale l’aveva già esclusa dal campionato di serie B per l’assenza di una fideiussione da 800 mila euro e di 2,4 milioni e per il pagamento di oneri previdenziali arretrati. Il club biancorosso dunque sparisce dal calcio professionistico.

E’ fallito in extremis anche il tentativo del sindaco Fiorello Gramillano di mettere in piedi una cordata di imprenditori locali in grado di coprire i costi della D per almeno un triennio. E l’appuntamento dal notaio in cui stamani si sarebbe dovuta costituire la nuova società, per poi procedere all’iscrizione, si è chiuso senza risultati.

”Il progetto – ha ricordato Gramillano – doveva essere triennale, serio, per un importo finanziario valutato attorno ai tre milioni di euro l’anno. I soci principali (Massimo Virgili e l’ex patron Sergio Schiavoni) erano disponibili a coprire oltre la metà della somma, ma il resto dei fondi non è stato recuperato. Quindi, con grande dispiacere si rinuncia al progetto”.

Gramillano ha comunque ringraziato ”tutti coloro che con me hanno affrontato quest’avventura. Capisco anche che il momento economico è difficile, e che sono numerose le aziende che devono fare i conti con la crisi”. Motivo per il quale il sindaco invita a rispettare l’atteggiamento ”di chi non ha voluto o potuto impegnarsi, o di chi l’ha fatto in misura minore”.

Sulla carta, resta il ricorso contro l’esclusione dalla B presentato dall’Ac Ancona (società che non è fallita), ma nessuno crede che possa essere accolto.

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