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Calcio. Arbitri: stop al gioco duro e tutela allo spettacolo

Spinello di Santa Sofia (Forlì-Cesena). Linea dura contro gli interventi pericolosi e le troppe proteste, Massima tutela invece per il bel gioco e per il ‘fair play’. Sono le linee guida che il responsabile tecnico degli arbitri Massimo Braschi ha impartito durante i cinque giorni di ritiro precampionato dei direttori di gara di serie A a Sportilia, sull’appennino romagnolo. L’obiettivo per il prossimo anno – ha spiegato Braschi nell’incontro aperto alla stampa che ha concluso il periodo di preparazione alla stagione 2010/11 – “è provare a far giocare di più e a favorire lo spettacolo”. A patto, però, “che si giochi a calcio, perché non si può permettere a chi gioca in maniera violenta di farlo”. Dunque tolleranza zero verso i falli violenti e pericolosi, in particolare quelli intenzionali e in ritardo, “che sono sempre da rosso”.

Braschi si è augurato di non vedere più giocatori perplessi: “Basta con quelle facce meravigliate, ci vuole consapevolezza del regolamento”, ha rimarcato. E ha chiesto a chi è in campo di smetterla con i capannelli di proteste attorno all’arbitro: “Riteniamo che il capitano debba tornare a fare il capitano”, ha sottolineato il responsabile, mostrando un filmato “esemplare” di Pellissier che allontana i suoi dopo un’espulsione subita. Tra le novità della prossima stagione l’entrata della barella, che non sarà contestuale a quella del personale sanitario ma potrà essere autorizzata dall’arbitro in un secondo tempo, e la battuta dei calci di rigore: “Le finte e lo stop alla rincorsa saranno consentiti fino a quando il calciatore non sarà in grado di tirare”, ha spiegato Braschi.

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