Argentina adios, Maradona non è più il ct della nazionale

Pubblicato il 27 luglio 2010 22:59 | Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2010 0:13

Diego Maradona

Diego Armando Maradona non è più il ct della nazionale argentina. Il portavoce della federcalcio argentina, Afa, Ernesto Cherquis Bialo ha annunciato che l’idillio con il Pibe de Oro si è rotto. L’eliminazione ai quarti di finale con la Germania ai mondiali ha contribuito.

La decisione è  stata presa all’unanimità da parte del comitato esecutivo dell’Afa”, ha ricordato il portavoce dell’Afa, precisando che tale comitato ha deciso di ”non rinnovare il contratto” a Maradona. Durante la riunione nella sede dell’Afa, il presidente della federazione, Julio Grondona, ha ”informato sui punti principali della larga riunione di ieri con Maradona”.

In attesa di sapere i dettagli delle ragioni profonde dell’addio alla caldissima panchina della nazionale (lite con Grondona, sui collaboratori e non solo? Problemi con il governo argentino?), c’è di certo che da domani per Diego si apre una nuova tappa, i cui sviluppi sono per ora indecifrabili. Una fase che forse aggiungerà un nuovo fallimento, dopo la debacle sudafricana, oppure un ennesimo risultato lusinghiero ad un curriculum vitae anch’esso fuori dal comune. Due scudetti a Napoli, nell’87 e nel ’90, più una Coppa Uefa e una Supercoppa italiana, oltre al ‘mundial’ messicano dell’86 e la finale persa a Roma con l’Argentina in Italia ’90, dopo la semifinale di Napoli contro gli azzurri.

Tutto per 705 partite ufficiali e 358 gol, dal momento, nel lontano 1976, del debutto in prima divisione con la maglia dell’Argentinos Juniors. Al di la’ dei numeri, il ‘pibe’ ha fatto sognare milioni di argentini, ormai per più generazioni: per esempio con la mano de dios e quella indimenticabile vittoria contro l’Inghilterra in Messico, quasi una vendetta contro Londra dopo la disfatta dei militari di Buenos Aires nella guerra Malvinas-Falkland. Ha fatto anche piangere e arrabbiare, e non solo gli argentini, per il suo vizio della dipendenza dalla droga e per la morte sfiorata, i centri di disintossicazione, i problemi di peso (risolti con un bypass gastrico). Oppure per i guai con il fisco italiano e per il figlio mai riconosciuto a Napoli. Amico di Fidel Castro, nemico di Washington e dei Bush, alleato di Hugo Chavez, l’amico ‘bolivariano’ presidente del Venezuela, dove è andato qualche giorno fa.

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