Calcio, Balotelli: “L’Italia affronti il razzismo”

Pubblicato il 18 Novembre 2010 0:13 | Ultimo aggiornamento: 18 Novembre 2010 0:19

Mario Balotelli

Mario Balotelli chiede un abbraccio. Ma di tutta l’Italia. ”Siamo gia’ una nazione multietnica, forse quella gente li’ non se ne e’ accorta: ma ora che gioco in Inghilterra, mi piacerebbe vedere che nel nostro paese si parla di questi problemi, che si affronta il razzismo, piuttosto che discutere delle mie ragazze…”. E’ il colpo di maggior effetto, quello del ventenne ragazzo ghanese cresciuto a Brescia e diventato italiano a dispetto dei tanti che continuano a cantare ‘non ci sono neri italiani’. La cronaca della notte nera di Klagenfurt dice che sono stati tutti identificati i 41 ‘Ultra’ Italia’ arrivati dal Nord del paese fino in Austria per gridare contro Balotelli e la nazionale che apre le porte a chi come Ledesma e’ nato in Argentina o a Rossi, paisa’ di Teawick.

”E lui che c’entra, e’ bianco…” scherza addirittura Balotelli. Ai ‘buuu’ razzisti era abituato, ma mai in nazionale. Anche perche’ questa era la sua seconda serata in azzurro. Hanno provato a rovinarla quegli ultra’ di estrema destra che tre anni fa provocarono incidenti a Sofia, prima di Bulgaria-Italia. La polizia italiana ne ha fermato uno, reo di un’aggressione, e passato i nomi di tutti quelli che tenevano quella lunga scritta (‘No all’Italia multietnica’) per pochi minuti.

”I fischi fanno male, anche se non penso sia giusto fermare una partita per questo – dice Balotelli a fine serata – L’abbraccio di Prandelli? Sarebbe bello, mi piacerebbe riceverlo da lui e da tutti i compagni. Io vorrei ignorarli, quei tipi li’: non li conosco. A far davvero male sono gli insulti di chi ti conosce e ti ama. Stavolta sono stato buono, cosi’ nessuno potra’ dire che sono io a provocare… E cosi’ giudicate voi. Io resto arrabbiato e amareggiato”.

Dai compagni, arrivano piccoli segnali di solidarieta’. ”L’ho detto e lo ripeto: io mi sento un giocatore italiano con tutti i diritti, e’ giusto che sia qui”, dice l’argentino Ledesma, di passaporto italiano. ”L’Italia ha un problema razzismo, bisogna prenderne atto”, aggiunge Aquilani. ”Sembra che siamo tornati indietro di decenni…”, fa uno sconsolato Balzaretti. ”Io sono italiano al cento per cento”, dice Rossi. E poi c’e’ la dedica di Quagliarella: ”Il gol e’ per Mario, senza dubbio”.

Lui invece da’ un ”cinque e mezzo alla prestazione”, e parla anche della partita. ”Avevo tanta voglia di azzurro, dopo l’amichevole di agosto l’infortunio mi aveva fermato – dice – Chiedevo spesso la palla lunga, ma non riuscivamo. E poi sono giovane, non e’ giusto mettere tutto sulle mie spalle. Ci sono giocatori come Pirlo, per questo. Spero di ritrovare Cassano. Garrone perdonalo, e’ un peccato perdere un campione cosi’. Tutti sbagliamo, dategli una bella multa…Il mio futuro? Si’, mi piacerebbe giocare con Ibra. E al Manchester sto fino a maggio”. Poi si vedra’. Ma intanto, Mario Balotelli come si definirebbe, dopo questa serata? ”Un ragazzo felice”. Comunque.