Beretta: “La legge sugli stadi italiani deve accelerare, impianti obsoleti”

Pubblicato il 29 Novembre 2010 9:45 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2010 9:57

”Il sistema degli stadi mostra la corda, è ormai arrivato al capolinea” e servono nuovi impianti di proprietà delle società, da fare ”senza togliere un euro ai cittadini, senza gravare sulla finanza pubblica” e ”senza nessuna speculazione”. Lo ha detto il presidente della Lega calcio di serie A, Maurizio Beretta, parlando a Radio Anch’io Sport su Radio 1 all’indomani del rinvio per neve di Bologna-Chievo.

”Abbiamo il parco stadi più obsoleto d’Europa, questo non è più accettabile – ha ribadito Beretta – Serve un salto di qualità. Servono impianti di proprietà e gestiti dai club e non più dai Comuni, che vivano tutta la settimana come strutture polivalenti. La legge quadro per gli stadi, votata all’unanimità al Senato un anno fa, giace alla Camera. Ci sono segnali che in questi giorni possa riprendere velocemente la parte finale del cammino”.

A chi teme speculazioni nella realizzazione dei nuovi stadi, Beretta risponde così: ”Chi non vuole gli stadi, chi non è amico del calcio ha gettato una luce falsa su quello che vogliamo: non ci sono speculazioni. I cosiddetti accordi di programma saranno definiti dai Comuni e dagli altri soggetti pubblici. In altri Paesi gli stadi sono stati finanziati con un grande ammontare di denaro pubblico. Noi vogliamo fare gli stadi senza togliere un euro ai cittadini, senza gravare sulla finanza pubblica”.