Calcio, Champions League: Werder Brema batte la Sampdoria 3 a 1. Pazzini: “Non so come abbiamo fatto”

Pubblicato il 18 agosto 2010 22:44 | Ultimo aggiornamento: 18 agosto 2010 23:37

Antonio Cassano

Lezione di calcio del Werder Brema alla Sampdoria, ma soprattutto lezione di esperienza e personalita’ nella gara di andata dei preliminari di Champions, con i tedeschi vittoriosi per 3-1. I genovesi, con un Cassano nullo, sfortunati in almeno un paio di occasioni e ridotti in dieci al 20′ della ripresa per l’espulsione di Lucchini, hanno dimostrato limiti soprattutto caratteriali, riuscendo solo nei minuti iniziali ed in quelli conclusivi ad imporre il proprio gioco ed a proporsi con efficacia nell’area avversaria. La Samp si era presentata in campo con la sfrontatezza dei giovani, coniugata pero’ ad una giusta prudenza difensiva.

Proprio come il suo allenatore Di Carlo che, dimostrando coraggio, aveva scelto di impiegare sulla fascia destra il debuttante Volta (lo scorso anno al Cesena) e preferendo a centrocampo l’esperto Tissone rispetto a Poli, alle prese con alcuni acciacchi fisici da affaticamento. I blucerchiati si lanciano subito in avanti, sfiorando gia’ al 3′ il vantaggio con un ottimo schema su punizione che ha messo Pazzini nella condizione di concludere di testa, solissimo, ma la deviazione finisce a lato di poco. La Samp non si scoraggia e continua a pressare efficacemente i portatori di palla avversari.

Al 14′, su pallone rubato da Palombo in mezzo al campo, cross di Semioli da destra e deviazione in rete di Pazzini, pizzicato pero’ qualche centimetro oltre l’ultimo difensore tedesco. Potrebbe essere un segnale di incoraggiamento per i sampdoriani, ed invece e’ la carica per i padroni di casa che prendono le misure ai genovesi, guadagnano campo e cominciano a spingere con continuita’, costringendo Palombo e compagni a chiudersi a riccio a difesa della porta di Curci. L’atteggiamento tattico doriano, troppo difensivista, consente al Werder un possesso di palla pressoche’ costante e di costruire alcune importanti occasioni da rete (21′ Borowsky, 43′ Bargfrede) e colpendo anche la traversa con Almeida (28′).

Nella ripresa ci si attende una squadra blucerchiata con piu’ personalita’, ma e’ invece il Werder subito ad imporsi, raggiungendo il vantaggio con un gran tiro di Fritz dopo un errore in disimpegno di Tissone. Nulla di compromesso se il pallone, calciato di punta da Pazzini al 13′ non si stampasse sul palo, finendo poi tra le braccia del portiere Wiese. E la Samp, in svantaggio nel risultato e colpita dalla sfortuna, patisce i colpi dei tedeschi, superiori in velocita’, in reattivita’, nella costruzione del gioco, nel possesso palla, tatticamente e tecnicamente. A centrocampo i genovesi soffrono una superiorita’ dettata dal grande movimento di Hunt, il migliore in campo, e la confusione tattica di Mannini e Semioli.

In attacco un Cassano-fantasma non riesce mai ad appoggiare un coraggioso Pazzini. La difesa sbanda e poi crolla quando l’arbitro fischia il rigore per una trattenuta di Lucchini, espulso per doppia ammonizione. Subito dopo il 2-0 c’e’ appena il tempo di ‘battere’ a centrocampo ed arriva la tripletta, con una dormita collettiva del reparto arretrato dei blucerchiati, che permette a Pizarro di segnare. Di Carlo prova a correre ai ripari, inserendo Stankevicius, Poli e Guberti per Semioli, Tissone e Mannini. La Samp acquista personalita’ e spirito d’iniziativa, proprio le caratteristiche che erano prima mancate, ma e’ troppo tardi per riparare. Proprio in chiusura, pero’, arriva il gol-speranza di Pazzini, il migliore dei sampdoriani, con un bel colpo di testa su cross di Stankevicius. A Marassi, al ritorno, serve un’altra Samp.

Pazzini: “Non so come abbiamo fatto a prendere quei tre gol”. ”Perdere 3-1 e’ meglio che 3-0. Dal campo, non riesco a capire come abbiamo potuto prendere tre gol: abbiamo avuto tante occasioni, ed e’ difficile da raccontare che abbiamo preso tre reti”. Giampaolo Pazzini non si da’ pace per il Ko della sua Samp a Brema contro il Werder e dai microfoni di Sky esprime la sua delusione. ”E’ un peccato – dice ancora -, potevamo sicuramente fare un risultato migliore. Spero che almeno il mio gol sia un segnale positivo, abbiamo cercato di rimediare ed ora spero che cercheremo di rifarci a Marassi”. ”I tifosi sono stati fantastici – conclude Pazzini -: e sembrava di giocare in casa, e mi dispiace soprattutto per loro”.