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Calcio in tv: la regia delle partite in mano ai club. Cosa rischiamo di non vedere più?

Immagini in mano alla Lega Calcio: rischio 'censura?'

Mentre si discetta sul tormentone estivo “moviola sì moviola no” la Lega Calcio si muove e mette le mani sulla regia delle partite televisive. La prossima stagione, quella ai nastri di partenza negli ultimi due week end di agosto, infatti, è la prima in cui in base a quanto previsto dalla legge  Melandri-Gentiloni, i diritti televisivi sono assegnati collettivamente. Non solo: le immagini saranno prodotte dalla stessa Lega Calcio con conseguenze potenziali, come spiega Aldo Grasso sul Corriere della Sera, che meritano una riflessione.

I club, infatti, almeno in linea teorica potranno decidere che immagini mandare in onda. Esempio limite: una squadra x, per esempio la Juve dello scorso campionato, disputa una serie di partite negative e tra i tifosi si accende la protesta. Basterebbe una telefonata ai registi delle partite per non inquadrare le potenziali contestazioni. Ci sono scenari teorici anche peggiori: il giocatore y rifila una gomitata sulle gengive di un avversario, il patron se ne accorge e fa in modo di evitare che la regia ci indugi troppo su.

A dire il vero, per evitare l’inconveniente, come spiega ancora Grasso, qualche tempo fa era stata proposta “una griglia registica, sul modello di quella arbitrale: una minicommissione, formata da rappresentanti delle società, dovrebbe vigilare sul loro operato per valutare eventuali «errori» dei registi, non più selezionati da Sky, Mediaset o Dahlia, ma dai club stessi”.

C’è un piccolo dettaglio. Ad oggi solo il Milan, grazie a Mediaset, potrebbe occuparsi della produzione delle partite. La Lega allora si è attrezzata, con l’eccezione di Napoli e Inter, affidando il tutto alla società Infront, società presieduta da Philip,  figlio del presidentissimo Joseph Blatter, uno che di moviole e peso delle immagini sulle partite dovrebbe sapere qualcosa.

Cosa sia Infront Sport & Media ce lo spiega bene Grasso: “Due anni fa ha acquistato Media Partners, creata nel 1995 da Rodolfo Hecht, Marco Bogarelli, Andrea Locatelli, Andrea Abodi. Marco Bogarelli è ora presidente di Infront Italia, Andrea Locatelli vice e, guarda caso, Andrea Abodi è il nuovo presidente della Lega di serie B, con un’elezione che ha fatto molto discutere. Infront ha gestito i Mondiali 2006 e 2010 e produrrà anche quello del 2014”.  “Proprio ieri – scrive ancora Grasso sul Corriere –  l’ex direttore Rai Paolo Francia (entrato in Viale Mazzini con l’accredito di una biografia su Fini), con l’aria della verginella che vuole ora affrancarsi dal presidente della Camera, si è lamentato delle pressioni subite da Media Partners per certi diritti tv sullo sci. Francia attribuiva a Media Partners «ottime relazioni con An e in particolare con Fini». In realtà, in quota An c’era solo Abodi, mentre erano ben note le «ottime relazioni» di Bogarelli con Adriano Galliani e Silvio Berlusconi. Come si vede, anche nel calcio tutto si tiene”.

Non solo: “Infront Italia, oltre a essere l’advisor strategico di Lega Calcio per l’offerta e commercializzazione dei diritti tv e media dei campionati di serie A e B, Coppa Italia e Supercoppa italiana (garantendo, solo per la serie A, una cifra che si aggira sui 900 milioni all’anno), si occupa anche di attività di marketing, advertising, sponsor e strategie di promozione per il Milan, la Lazio, il Palermo, il Cagliari e il Genoa”. Un bell’intreccio di interessi.

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