Calcio e razzismo, il Casablanca si ritira: “Juventinità non punita, puniti noi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2014 20:13 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2014 20:13
La squadra del Casablanca

La squadra del Casablanca

BOLOGNA – Contro-contrordine. Alla fine il Casablanca lascia davvero. La formazione amatoriale composta tutta da marocchini che aveva denunciato insulti razzisti e minacciato, poi ritrattando la decisione, di abbandonare il campionato Uisp di Forlì, ha comunicato infine il ritiro con una lettera ai dirigenti della Lega Calcio dell’associazione.

Alla base della scelta “i mancati provvedimenti nei confronti dei tesserati della squadra del Club Juventinità” per “i reiterati insulti di stampo razziale”, nella partita ‘incriminata’ dell’8 marzo.

In realtà la vicenda è controversa. Da un lato ci sono i giocatori che accusano gli avversari di razzismo. Dall’altro la Juventinità ha respinto ogni accusa e alcune società della lega si sono rifiutate di scendere in campo.

La squadra marocchina, comunque, contesta  anche “la ricostruzione errata degli eventi che ha portato a squalifiche ingiuste e lesive della dignità dei tesserati del Casablanca”.

Per aver schierato un giocatore squalificato proprio nella partita dell’8, infatti, la squadra era stata poi pesantemente sanzionata con sconfitta a tavolino, cinque punti di penalizzazione e l’ulteriore squalifica di tre tesserati.

“Credo sia il caso di dire la parola fine ad una vicenda incredibile che ha messo in discussione i valori della nostra città. Catapultati sulle prime pagine per una vicenda triste che alla fine si commenta da sola: si volevano mischiare discriminazioni e rispetto delle regole”,

è l’amara reazione della Uisp, per voce di Gianluca Soglia, dirigente provinciale Lega calcio.

“Il Casablanca – prosegue – aveva una grande responsabilità, di poter rappresentare un simbolo, un’esperienza riuscita, non l’ha sfruttata”. Poteva “essere una pagina surreale, travagliata, poi magari essere considerato un momento ‘spartiacque’ con l’avvio di maggiore integrazione e rispetto. Peccato, addio Casablanca – ha concluso – noi non ci fermeremo e continueremo ad impegnarci a promuovere lo sport come mezzo di convivenza e integrazione”.