Calcio femminile, nel 1933 Mussolini lo vietò

di redazione Blitz
Pubblicato il 20 Giugno 2019 11:13 | Ultimo aggiornamento: 31 Agosto 2019 9:29

Calcio femminile, nel 1933 Mussolini lo vietò (Foto Ansa)

ROMA – Il calcio femminile in Italia torna a fiorire e ad essere riconosciuto, con la squadra di Sara Gama che ai Mondiali di Francia miete successi e approda come prima del girone agli ottavi di finale. Ma non sempre è stato così. 

Se in periodo fascista, nel 1933, nacque la prima squadra femminile, sempre in periodo fascista questo sport venne vietato alle donne. 

Quell’anno venne fondato a Milano il Gruppo femminile calcistico, primo club di donne calciatrici, che ovviamente scendevano in campo in gonna. Ma per il Comitato olimpico, ovviamente tutto al maschile, e soprattutto per Benito Mussolini questo sport era indecente, e così le esibizioni pubbliche delle calciatrici furono vietate.

Solo nel 1946 ripresero, a Trieste, all’epoca parte del Territorio Libero gestita dalle autorità militari americane e britanniche. Da qui il calcio femminile si diffuse in tutta Italia, e si arrivò alla fondazione della Federazione Femminile Italiana Gioco Calcio.

Ma anche oggi il pensiero di Mussolini ha i suoi adepti. Basti ricordare le parole di Carlo Tavecchio, ex presidente della Federazione gioco calcio, che nel 2014 diceva: “Finora si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio, sulla resistenza, sul tempo e sull’espressione atletica. Invece abbiamo riscontrato che sono molto simili”. (Fonte: Il Piccolo)